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La regia è firmata da Mario Gas, attore, doppiatore, regista teatrale spagnolo, che sposta la vicenda dell’opera nell’Italia fascista degli anni 30′ e la proietta in una piazza, (ma potrebbe essere anche un cortile), nella quale fa da sfondo un palazzo di edilizia popolare, in stile razionalista fascista, con le sue finestre d’affaccio, piccole botteghe (una tabaccheria, un bar, una edicola), e ballatoi.