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Può uno spettacolo postumo, nato quasi venticinque anni fa, continuare a sembrare fresco di produzione, non dare il minimo sospetto di essere ormai antico, affermare ancora oggi – ad autore morto da 19 anni – la sua originale e peculiare profondità di ideazione e realizzazione scenica?

Il soldato Wozzeck si è trasferito ad Oslo, Norvegia. Si fa per dire, soldato: a quanto pare si è congedato, visto che gira sempre vestito da borghesuccio, abitino stazzonato di colore azzurro e cravatta. La sua terribile storia si svolge in un caffè con ampie vetrate su di un parco (pare che esista veramente e che sia quello del castello reale) in un’epoca non bene precisata […]