Tag Archivio per: Mattia Olivieri

È quasi un percorso dentro all’antropologia culturale palermitana, quello che scandisce i cinque atti della rappresentazione.

l concerto del 22 dicembre dedicato alla città per l’inaugurazione, il giorno dopo quello ufficiale alla presenza del capo dello stato Sergio Mattarella, ha riproposto la Sinfonia n. 7 di Ludwig Van Beethoven e la Messa a quattro voci “di Gloria” di Giacomo Puccini con l’aggiunta del Te Deum di Anton Bruckner.  La prima sensazione che si avverte a fine serata è quella dell’intensità del suono.

Un taxi giallo, contrapposto al suv malavitoso del Commendatore, fa da Leitmotiv diventando di volta in volta alcova, nascondiglio, via di fuga.

Sabato 25 luglio debutta in forma di concerto Il trovatore di Giuseppe Verdi diretto da Vincenzo Milletarì

Nuovi incontri e presentazioni, il debutto dell’opera in prima assoluta Bia. Un passo nuovo, una parola propria di #ToTEAM. Mercoledì 22 luglio Palco Reverse con Massimiliano Finazzer Flory. Giovedì 23 luglio la prima delle tre Notti dell’Opera.

MOF

Procede speditamente la rimodulazione del Macerata Opera Festival 2020 #biancocoraggio che si svolgerà allo Sferisterio dal 18 luglio al 9 agosto.

Vittorio Grigolo

È risaputo che il pubblico prediliga le ricostruzioni storiche, forse perché convinto che scene e costumi d’altri tempi edulcorino i contenuti – talvolta truci- delle umane vicende, alimentando la convinzione che “si stava meglio quando si stava peggio”.

L’approdo in terra di Francia, segnatamente a Parigi, è in qualche modo cruciale per i grandi operisti italiani; Donizetti non fa eccezione. Come era stato per Rossini, e pochi anni dopo sarà per Verdi, le commissioni francesi […]

Proviene dal Festival di Glyndebourne questa nuova produzione de La finta giardiniera, dramma giocoso in due atti su libretto di Giuseppe Petroselli musicato dal diciannovenne Wofgang Amadeus Mozart. A Milano fece la sua prima apparizione nel giugno del 1970 alla Piccola Scala con ripresa nell’aprile dell’anno successivo, dopodiché si son perse le tracce.

Si ritorna a quei mitici anni ‘50, ma a Roma, con il Don Pasquale in scena alla Scala fino al 4 maggio, con la regia di Davide Livermore che ambienta l’opera nella Dolce Vita della Capitale. Un omaggio al cinema italiano la cui estetica fa da sfondo al capolavoro donizettiano innervandolo di una compiacente brillantezza.