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I teatri come le sale bingo, gli spettacoli dal vivo equiparati a slot-machines e videopoker; questo recita il più recente dei DPCM partorito nottetempo – e forse tardivamente – da un esecutivo che sembra avere ancora una volta perso l’occasione per mettere una pezza alle “manchevolezze” nei confronti di chi lavora nello spettacolo e di esso vive.