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L’allestimento di Matthias Oldag è improntato ad un grande rigore formale senza tuttavia mai perdere di vista la componente romantica dell’opera. Pochi ma significativi elementi scenici, realizzati da Thomas Gruber, che firma anche I costume contemporanei, incorniciano un’azione scenica improntata all’essenzialità del gesto che si cristallizza nel tempo e nello spazio.

Alla fine non muore nessuno, nessun sacrificio si compie in nome della redenzione: l’Olandese riprenderà il suo trolley con dentro l’abito di scena e se ne andrà per la sua strada lasciando Senta ad ascoltare in cuffia uno dei suoi dischi, in preda ad una specie di trance mistica.

Ieri sera abbiamo assistito alla Prima del Tristan und Isolde, titolo inaugurale dei Budapesti Wagner Napok 2018 al Müpa. Oggi incontriamo Cesare Lievi, regista gentiluomo, intellettuale raffinato  e autore del riuscitissimo allestimento, che ha accettato di rispondere a qualche nostra domanda.

Cesare Lievi, che firma l’ allestimento inaugurale dei Budapesti Wagner napok 2018, coglie perfettamente il significato profondo e imprescindibile della pagina ponendo il mare, che unisce per poi dividere e riunire infine in un ultimo disperato amplesso i due amanti, come coprotagonista senza tuttavia mai perdere il filo di una narrazione intima e introspettiva.

La ricerca della verità a tutti I costi e a dispetto delle conseguenze che ne possano derivare, insieme allo scavo del rapporto spesso conflittuale tra donna e uomo, costituisce il punto di contatto essenziale fra Senza sangue, il più recente lavoro di teatro in musica di Péter Eötvös e il Castello del duca Barbablù di Béla Bartók, in scena insieme, come nell’intenzione prima di Eötvös, al Müpa di Budapest.

Una conversazione pomeridiana al Müpa, con Tamás Bátor e Gianluigi Mattietti.