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Il cortile del Castello Carrarese accoglie il primo appuntamento della Stagione Lirica di Padova 2018. Il nuovo allestimento proposto per “Il Barbiere di Siviglia” di Gioachino Rossini, in coproduzione con Bassano Opera Festival, è affidato al giovane regista varesino Yamal das Irmich.

A chi gli chiedeva se non rimpiangesse il fatto che Mozart abbia scritto solo cinque Concerti per violino e nessuno negli anni della grande maturità, uno storico interprete novecentesco come Szymon Goldberg (1909-1993) rispondeva che semmai era dispiaciuto per i violoncellisti, visto che il salisburghese non ha mai composto un Concerto per il loro strumento.

Da mercoledì 4 aprile 2018 a mercoledì 9 maggio 2018, a Padova, nella Sala dei Giganti al Liviano, l’Orchestra di Padova e del Veneto, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, darà vita al nuovo ciclo di Lezioni di Suono, tre lezioni-concerto tenute dal compositore Giorgio Battistelli, artista tra i più vitali degli ultimi decenni, che ha concentrato la propria energia compositiva e creatività del proprio linguaggio nella ricerca di un teatro musicale capace di instaurare una comunicazione diretta ed immediata con il pubblico.

Alla vigilia di due importanti appuntamenti alla testa dell’Orchestra di Padova e del Veneto, il 22 e il 24 febbraio prossimi, incontriamo Marco Angius, che dell’OPV è Direttore Artistico e Musicale dell’OPV, nonché interprete acuto e promotore della musica d’oggi, per porgli qualche domanda sul programma dei concerti e su quel che riguarda lo stato dell’arte del panorama musicale in Italia e non solo.

Venerdì 1 dicembre alle h. 20,45, all’Auditorium Pollini, continua la 52ᵃ Stagione concertistica OPV, I teatri del suono, con un’immersione in due straordinarie partiture del Novecento: Metamorphosen – Studio per 23 archi solisti di Richard Strauss e il Concerto n.1 per violoncello e orchestra in mi bemolle maggiore, op. 107 di Dmitri Shostakovich.

Alla fine di un meraviglioso concerto con l’Orchestra di Padova e del Veneto incontriamo il mattatore della serata ovvero Paolo Rossi, protagonista di un meraviglioso “Pierino e il lupo 2.0”.

Trionfa l’ironia, quella sagace e intelligente che lascia spiazzati e costringe a riflettere, nel secondo concerto della stagione 2017-2018 dell’Orchestra di Padova e del Veneto, che da quando è sotto la guida di Marco Angius vive un periodo di autentico splendore.
Mattatore della serata è Paolo Rossi, l’ultimo dei giullari, attore coltissimo e avvezzo a lavorare nella musica e con la musica, che non solo reinventa Pierino e il lupo, del quale parleremo più avanti, ma introduce con straordinaria sagacia le altre pagine del programma.

La straordinaria unione fra musica e gesto che si fondono compenetrando la loro natura più intima non si limita a dare l’idea di Preghiera in quanto sono esse stesse Preghiera, intesa come il più puro ed immediato (privo di mediazione) dialogo fra Naturale e Spirituale.

Se «Venezia guarda a Est» con il 61° Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia (29 settembre-8 ottobre), l’Orchestra di Padova e del Veneto guarda a Venezia, aspettando i tre appuntamenti internazionali che la vedranno protagonista nel prestigioso cartellone lagunare. Il filo rosso della programmazione 2017, firmata dal Direttore artistico Ivan Fedele, sarà infatti l’Oriente, con autori e musiche provenienti da Cina, Corea e Giappone.

Nella suggestiva cornice della Chiesa tardo medioevale di Santa Sofia a Padova, il primo Settecento è centro del terzo e ultimo appuntamento della rassegna di musica sacra “In principio”, presentata dell’Orchestra di Padova e del Veneto.