Articoli

20 appuntamenti a Bolzano e altrettanti a Trento, ospitati nei due rispettivi Auditorium e in calendario da ottobre 2021 a maggio 2022: la prossima Stagione Sinfonica della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento reca il sigillo del compositore Giorgio Battistelli, nuovo Direttore Artistico.

Una cosa che possiamo affermare con certezza è che Juraj Valčuha sa come far suonare un’orchestra. Il lavoro fatto su questo programma era evidente, in primo luogo nel compattare il suono degli archi che, complici anche i molti aggiunti per la produzione, non avevano vita facile.

Quello di Fuentes per la stagione della Fondazione Haydn è un esempio assai ben realizzato di teatro globale che poggia su una solida base musicale calata in uno spazio scenico efficace nella sua essenzialità in cui si muovono due personaggi reali e uno virtuale.

La presenza di Cominati, artista dalla musicalità raffinata e dal tocco sempre elegante, ha reso l’appuntamento quasi familiare, ricordando quell’intesa reciproca tra il solista e l’Orchestra Haydn che nel 1993 gli valse il Primo premio al Concorso “Busoni”.

Un sottile filo rosso lega le due composizioni protagoniste del concerto al Teatro alle Tese nell’ambito della Biennale Musica 2020: “Z truhle mojej prababky” – Slovenské l’udové piesne – Dalla cassapanca della mia bisnonna” – Canti popolari slovacchi di Fabio Nieder e il Concerto per violino e orchestra (Natura naturans) di Fabio Vacchi.

Marco Angius

In una città come Trento, poco interessata al contemporaneo in musica, accogliamo come una ventata di freschezza la proposta che l’Orchestra Haydn ha presentato in questo inizio d’anno ospitando Marco Angius come direttore.

Il programma presentato si articolava su tre nomi eccellenti: Alban Berg (Suite lirica), Franz Joseph Haydn (Concerto per violoncello e orchestra in re maggiore n. 2), solista la giovane Miriam Prandi (1990), a concludere la Sinfonia n.5 di Ludwig van Beethoven. Autori quanto mai distanti nel tempo che Marotti ha inteso unire con una peculiare interpretazione che andasse oltre uno schema preconcettuale e vincolante a stili interpretativi predeterminati.

Il concerto inaugurale era affidato ad una giovane violinista russa, naturalizzata francese, Alexandra Soumm, solista del Concerto per violino e orchestra n. 5 in la magg, k 219 di Wolfgang Amadeus Mozart che, insieme all’Ouverture del Flauto Magico k. 620, costituiva la prima parte del programma.

La stagione sinfonica 2017-2018 promossa dalla Fondazione Orchestra Haydn di Bolzano e Trento si sta avviando alla conclusione. L’ultimo appunto vedrà protagonista il marimba, supportato dai timpani, come strumenti solista nella prima esecuzione assoluta di una composizione dedicata a questi due strumenti appositamente commissionata al compositore brasiliano Ney Rosauro.

Ottavio Dantone torna in regione alla conduzione dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento nella sua veste di direttore e accompagnatore al cembalo, come massimo specialista italiano del repertorio musicale del Sei e Settecento con un programma tutto destinato all’opera del ‘700 barocca, per la felicità degli estimatori di tale genere.