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Con il Teatro Olimpico, suo ultimo progetto, Andrea Palladio volle restituire alla sua Vicenza in forma stabile uno degli edifici simbolo della tradizione culturale classica. Allo stesso modo Iván Fischer si avventura in un progetto analogo: ricostruire il finale “dionisiaco” originale della favola d’Orfeo di Claudio Monteverdi.

Recentemente impegnato nella regia di Orfeo di Nicola Porpora per il Festival della valle d’Itria di Martina Franca, Massimo Gasparon ci parla del suo concetto di Regia legato a doppio filo con la musica.

La seconda edizione del Vicenza Opera Festival, ideato e diretto dal direttore d’orchestra Iván Fischer con la Budapest Festival Orchestra e la Iván Fischer Opera Company e curato dalla Società del Quartetto, si svolgerà dal 21 al 24 ottobre prossimi.

Orfeo è l’artista per eccellenza, che dell’arte incarna i valori eterni. I temi chiamati in causa dal suo mito – l’amore, l’arte, l’elemento misterico – sono il motivo di una fortuna senza pari nella tradizione letteraria, filosofica, musicale, culturale e scultorea che l’hanno rappresentato.

Chi afferma che un controtenore ha carriera breve è smentito dal percorso artistico e musicale che Philippe Jaroussky, l’Orfeo della nuovissima incisione Erato del capolavoro di Gluck in uscita in questi giorni, sta compiendo.

La direzione di Michele Mariotti estrae dalla compagine scaligera un colore “sospeso”, come sospesa è la stessa orchestra che si sposta fisicamente su più piani a seconda di dove il libretto colloca la scena fra Boschi, Inferi e Campi Elisi.

La figura di Orfeo, cantore capace di piegare al suono della sua lira gli animali e tutta la natura, è al centro della 31a edizione del Festival Internazionale Trento Musicantica, che dal 6 ottobre al 18 novembre propone un itinerario variegato che dal Cinquecento giunge ai giorni nostri, con la partecipazione di gruppi specializzati di alto valore artistico, che affronteranno repertori significativi e di raro ascolto.