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In poco più di centocinquanta pagine, dense e sapide, Alberto Mattioli raddrizza il timone rendendo a Verdi quel che è di Verdi, e lo fa con ironia e leggerezza degne del miglior Barilli, del quale il giornalista e critico musicale modenese (quanti tesori custodisce l’Emilia!) è di fatto l’erede naturale.

Si scrive Roberto Devereux, si legge Mariella Devia, che ancora una volta è stata protagonista di una prova perfetta. Tutto gira intorno alla sua Elisabetta dolente e disillusa il cui gesto si plasma su un canto tutto sui fiati, il suo, quello giusto, fatto di tecnica e passione.

Macbeth, Un giorno di regno, Le Trouvère, Attila sono le opere in programma al Festival Verdi 2018, anno della sua XVIII edizione, a Parma e Busseto dal 27 settembre al 21 ottobre.
4 opere, 3 nuovi allestimenti in 3 teatri diversi, 3 orchestre, 2 cori, 6 commissioni in prima assoluta, 25 eventi per 70 appuntamenti in 25 giorni.

Ci sono degli spettacoli che bisogna assolutamente vedere, pena il pentirsene per il resto della vita e lo Stiffelio secondo Graham Vick è fra questi.

Scarsa è la conoscenza della produzione  stumentale dell’ 800 musicale italiano: fortissimo è stato l’impatto dell’opera  sulla vita musicale degli stessi compositori, siano essi Bellini, Donizetti, Mercadante stesso, che lasciarono significativi bravi strumentali e da camera ma per essere poi travolti dall’importanza che le composizione operistiche arrisero a loro.