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Nemmeno il consueto profumo dei tigli sembrava lasciare intravedere uno spiraglio di speranza nella primavera piacentina fortemente segnata dai tragici eventi del covid-19.

Il Municipale di Piacenza, che negli ultimi anni ha dato vita a stagioni ricche di titoli importanti, ha prodotto un nuovo allestimento di Falstaff, opera geniale – non c’è bisogno di ricordarlo – e al contempo assai complessa.

È la Natura a trionfare nel Faust, straordinariamente denso, messo in scena da Anagoor, o meglio La Natura nei suoi molteplici aspetti nei quali si ricomprende il Sacro. Simone Derai parte dal Faust di Goethe per arrivare a ripulire dalla melassa misticheggiante del quale è intriso il Faust di Gounod e trovando alla fine più punti di contatto che non componenti divisive.