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La vicenda di Così fan tutte, capolavoro atipico ed enigmatico, si impernia sull’incontro-scontro tra la freschezza della gioventù e la sagacia dell’età matura, fino agli estremi opposti di una sprovvedutezza ingenua, nelle due coppie di fidanzati, e di un cinismo totalizzante incarnato nel personaggio di Don Alfonso, il «vecchio filosofo».

Da sette anni, il Ravenna Festival estende la propria programmazione oltre la stagione estiva con la Trilogia d’autunno: tre spettacoli replicati due volte per soddisfare la domanda di un pubblico sempre crescente, tre titoli che possono essere collegati dall’avere lo stesso compositore oppure da una vicinanza cronologica (come l’anno scorso Cavalleria rusticana, Pagliacci e Tosca) o dal genere di appartenenza; un paio di edizioni, infatti, sono state dedicate al Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo e a operette prodotte dai teatri ungheresi.

Straordinaria inaugurazione della Stagione d’Opera e Danza al Teatro di San Carlo di Napoli con un atteso ritorno. Come già annunciato domenica 25 novembre, alle ore 19.00 – con quattro successive repliche, fino al 2 dicembre – si leverà il sipario su Così Fan Tutte, dramma giocoso di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte.

Poco dopo il grande e incontrastato successo delle sue mirabili interpretazioni di Macbeth al Maggio Musicale Fiorentino, Riccardo Muti è ritornato sul titolo verdiano a Ravenna per la Italian Opera Academy, che si è tenuta dal 21 luglio al 3 agosto.

Che cos’è l’opera? Una definizione corrente potrebbe essere: uno spettacolo in cui la narrazione di una vicenda umana avviene attraverso la musica e le parole, con l’ausilio di scene e costumi e di una regia che governa l’azione. La definizione che Riccardo Muti oggi impone […] è profondamente diversa: l’opera […] è fatta di musica e parole, non c’è bisogno d’altro.

Quando, all’inizio di giugno, ci siamo recati al Ravenna Festival per la prima volta quest’anno, l’Ucraina ha subito fatto capolino nella manifestazione. In quei giorni, infatti, davanti a noi si è stagliata con non comune evidenza la grande porta di Kiev: quella costruzione monumentale che […] gode di una luce imperitura grazie alla potenza evocativa di Modest Musorgskij e dei suoi Quadri da un’esposizione.

In un mondo ideale, tutti i didatti dovrebbero possedere le qualità di Riccardo Muti: tra le altre, l’appassionata dedizione alla propria materia, l’ampia e minuziosa sapienza sorretta da uno scavo sempre più approfondito, l’acutezza analitica e la lungimiranza, la coinvolgente comunicativa e, non ultimo, un umorismo sdrammatizzante a fianco della serietà a tutta prova delle indicazioni e dei precetti.

Con la direzione di Aida e una serie di concerti con i Wiener Philharmoniker il Festival di Salisburgo 2017 accoglie il trionfo di Riccardo Muti e, nel caso in cui fosse ancora necessario, consacra quest’ultimo imperatore della kermesse.