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La donna angelicata, che è tramite tra l’uomo e Dio per Dante Alighieri e per i suoi sodali dello Stil novo, apre e suggella il concerto diretto domenica 12 settembre da Riccardo Muti a Ravenna e poi a Firenze e a Verona, le tre città del Poeta.

Il Bellininfest, che già in questa prima edizione vede in cartellone artisti come Riccardo Muti, Placido Domingo, Lisette Oropesa, Marina Rebeka, Leo Nucci, Davide Livermore, Paolo Fresu, Eleonora Abbagnato, diventa così un “prodotto culturale” in grado di attrarre in Sicilia gli appassionati d’opera e d’arte e di proporre ai tanti turisti un’offerta culturale variegata e di altissimo profilo.

Ne è uscita un’Aida di forte connotazione sinfonica, che forse inevitabilmente – il tempo per le prove non basta mai, specialmente dentro all’anfiteatro – è andata mettendo a fuoco le sue caratteristiche man mano che la notte avanzava,

Un pubblico scelto, al quale il direttore d’orchestra si è rivolto con un risoluto appello.

Tecnicamente il gesto si fa più lineare, l’approfondimento delle partiture e la conoscenza dell’orchestra portano a saper toccare le sezioni negli snodi essenziali ottenendo in questo modo un discorso musicale fluido e dinamico.

Ravenna_Festival

È quasi superfluo rilevare l’altissimo magistero dei Wiener Philharmoniker, che anche in quest’occasione hanno esibito compattezza, smagliante padronanza della pratica strumentale e disinvolta duttilità, sensibili e partecipi di fronte anche al minimo gesto di Riccardo Muti.

l metodo di lavoro che Muti trasmette, infatti, e che possiede anche grazie all’insegnamento di illustri maestri come Antonino Votto, è analitico, minuzioso, sviscera ogni aspetto della partitura e scava in profondità nel rapporto tra parola e musica, con costante attenzione al gesto e alla postura.

Tamás–Varga

In un concerto dedicato ad Antonín Dvořák, Riccardo Muti è tornato il 12 luglio alla Rocca Brancaleone per il Ravenna Festival, sul podio dell’Orchestra giovanile Luigi Cherubini e con il violoncellista Tamás Varga. In programma il Concerto per violoncello n. 2 op. 104 e la Sinfonia “Dal nuovo mondo” n. 9 op. 95, i due lavori probabilmente più eseguiti del compositore ceco.

Paestum

Un soccorso umanitario può assumere diverse forme come l’assistenza sanitaria, il dono di cibo, la costruzione di ospedali, ma può declinarsi anche attraverso un bene immateriale: la musica, che offre una bellezza da condividere, affratella e crea una solidarietà che sorregge nel bisogno e nella sofferenza.

Orchestra Cherubini

Un programma tutto mozartiano preceduto dalla Rêverie, il primo breve brano sinfonico del giovane Aleksandr Skrjabin. Una scelta di brani fortemente simbolica, nel nome della speranza e della positività […]