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Purtroppo, Jacquelyne Wagner è stata anche la cosa più interessante di questa produzione. La regia di Robert Carsen è molto fascinosa, ambienta la vicenda in una Vienna anni ’30 in pieno Anschluss alla Germania nazista, ma non convince.

Assegnati Premi “Abbiati” 2022, migliore spettacolo “Il ritorno di Ulisse in Patria”.

Complice di questa importante e ormai promossa regia la direzione dello spagnolo Pablo Heras-Casado, maestro dal repertorio eclettico che spazia con disinvoltura dal Rinascimento al Novecento.

Per un’opera ultra contemporanea ma non sperimentale, che attinge senza complessi al patrimonio classico, il genio di Battistelli ha scelto l’eclettismo, combinando generi diversi in una tessitura complessa,[…]

«Accettai subito pensando al secondo titolo di una trilogia ispirata a Shakespeare, e cominciai a riflettere sulle situazioni orchestrale, sul tipo di colore drammaturgico. Per un anno, convinto di metterlo in scena all’aperto, lavorai con Graham Vick, con cui avevo lavorato a Birmingham per Wake. Poi è arrivato il Covid…»

La protagonista si ritrova combattuta tra le lusinghe del Piacere che la trascina in un mondo effimero e omologato fatto di sarti e truccatori, tra discoteche, “amici” plaudenti e incontri effimeri e i consigli – anche sottoforma di sedute psicoanalitiche – di Tempo e Disinganno.

«Chovanščina» miglior spettacolo, a Robert Carsen il riconoscimento alla regia. Grigorian e Dumaux migliori cantanti. A Martha Argerich e Kirill Petrenko l'”Abbiati” come solista. e direttore

Maya Bayanchina

Torna al Teatro Costanzi l’Evgenij Onegin di Pëtr Il’ič Ciajkovskij, e a Roma si respira la cultura della Russia europea. Diretto da James Conlon, con grande chiarezza, e con la regia epurata di Robert Carsen il capolavoro di Ciajkovski ritorna in scena quasi vent’anni dopo l’ultima rappresentazione con Mirella Freni nel ruolo di Tat’jana.

Dopo la Prima del Don Carlo che ha inaugurato con un successo pieno la Stagione 2019-2020 del Teatro La Fenice abbiamo incontrato Alex Esposito che, al suo debutto come Filippo Secondo si è reso protagonista di una prova di assoluto rilievo dando voce e corpo ad un personaggio sfaccettato nei suoi mille tormenti e incertezze.

È considerazione largamente accolta che il finale di Don Carlo sia irrisolto. Lo è nella versione francese e in quella italiana, dal 1867 di Parigi al 1884 di Milano. Dopo una storia terribile di potere e sopraffazione, di oscurantismo e violenza, nella quale l’integralismo religioso ha una delle sue rappresentazioni più sconvolgenti e moderne, […]