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Finalmente, dopo due deludenti nuove produzioni, La casa di morti e Carmen, la Royal Opera House ha raccolto larghi consensi riproponendo un fortunato allestimento di Macbeth rappresentato per la prima volta nel 2002. L’attuale produzione, già messa in scena nel 2006 e nel 2011, è stata brillantemente ripresa da Daniel Dooner.

La Royal Opera House di Londra ha aperto la stagione primaverile 2018 con un’opera mai rappresentata prima al Covent Garden: “Da una casa dei morti” di Leos Janacek. Purtroppo la grande attesa per quest’opera tratta dal racconto autobiografico di Dostoevskij è stata delusa. Stando agli scarsi applausi del pubblico, si ha l’impressione che “Da una casa dei morti” non sarà più rappresentata per molti anni in questo teatro.

Kosky si trova di fronte ad una delle più popolari opere mai scritte. È evidente come lo sforzo principale del regista sia stato quello di proporre una nuova Carmen navigando il più lontano possibile (forse troppo) dal realismo e dall’immaginario che questa opera inevitabilmente porta con sé.

Michieletto integra le due opere in un unicum narrativo con protagoniste le stesse persone durante la medesima giornata e nello stesso paese. Certo qualcuno potrebbe argomentare che il villaggio in questione abbia un tasso di violenza abbastanza elevato, tuttavia la produzione funziona benissimo.

Torna sulle scene della Royal Opera House di Londra il dittico Cavalleria rusticana e Pagliacci con la regia di Damiano Michieletto. Lo spettacolo, che ha debuttato nel dicembre 2015 con la direzione di Antonio Pappano, si è aggiudicato il prestigioso Olivier Award come nuova produzione d’opera.

L’eccezionale cast prevedeva Joyce DiDonato nei panni della regina Semiramide, Daniela Barcellona in quelli del guerriero eroe Arsace, Lawrence Brownlee in quello del re indiano Idreno e Michele Pertusi nei panni del principe Assur.

Lo spettacolo di Richard Jones è funzionale, efficace, gradevole a vedersi, ma non pienamente convincente. Non è una Bohème didascalicamente tradizionale, ma non è nemmeno una Bohème originale, in grado di offrire qualche spunto autenticamente nuovo.