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Prosegue alla Royal Opera House il ciclo dedicato alle opere del compositore ceco Leós Janàček. Dopo Da una casa di morti dello scorso anno il teatro londinese ha portato in scena Káťa Kabanová, ispirata al dramma La tempesta di Alexander Nikolaj Ostrovskij.

La regia trae spunto dalla vita del compositore e dalla tormentata lotta contro la propria omosessualità. Le cronache raccontano il tentativo di “di redimere la propria anima dalle sofferenze morali che lo avevano afflitto negli ultimi anni” (cit. Modest Čajkovskij) attraverso un matrimonio che fallisce miseramente.

In scena alla Royal Opera House il sedicesimo revival della produzione della Traviata nell’elegante e tradizionale allestimento del regista britannico Sir Richard Eyre.

Opera di Natale per eccellenza, come lo Schiaccianoci per il balletto, Hansel und Gretel è molto più che una pagina per bambini.

Engelbert Humperdinck rappresenta uno degli epigoni di maggior valore del tardoromanticismo tedesco di stampo wagneriano, ma è anche compositore che guarda ai suoi contemporanei: l’impronta squisitamente mahleriana che si ritrova soprattutto nelle ballate di Peter e nelle filastrocche dei due protagonisti rimanda direttamente a Des Knaben Wunderhorn.

Nonostante la Royal Opera abbia riunito alcune delle punte di diamante del repertorio verdiano internazionale, la ripresa del Simon Boccanegra attualmente in scena a Londra non si e’ rivelata completamente all’altezza delle aspettative. Lo spettacolo è purtroppo afflitto dai difetti di una produzione tradizionale con una regia stereotipata che, francamente, risulta datata.

Finalmente, dopo due deludenti nuove produzioni, La casa di morti e Carmen, la Royal Opera House ha raccolto larghi consensi riproponendo un fortunato allestimento di Macbeth rappresentato per la prima volta nel 2002. L’attuale produzione, già messa in scena nel 2006 e nel 2011, è stata brillantemente ripresa da Daniel Dooner.

La Royal Opera House di Londra ha aperto la stagione primaverile 2018 con un’opera mai rappresentata prima al Covent Garden: “Da una casa dei morti” di Leos Janacek. Purtroppo la grande attesa per quest’opera tratta dal racconto autobiografico di Dostoevskij è stata delusa. Stando agli scarsi applausi del pubblico, si ha l’impressione che “Da una casa dei morti” non sarà più rappresentata per molti anni in questo teatro.

Kosky si trova di fronte ad una delle più popolari opere mai scritte. È evidente come lo sforzo principale del regista sia stato quello di proporre una nuova Carmen navigando il più lontano possibile (forse troppo) dal realismo e dall’immaginario che questa opera inevitabilmente porta con sé.

Michieletto integra le due opere in un unicum narrativo con protagoniste le stesse persone durante la medesima giornata e nello stesso paese. Certo qualcuno potrebbe argomentare che il villaggio in questione abbia un tasso di violenza abbastanza elevato, tuttavia la produzione funziona benissimo.

Torna sulle scene della Royal Opera House di Londra il dittico Cavalleria rusticana e Pagliacci con la regia di Damiano Michieletto. Lo spettacolo, che ha debuttato nel dicembre 2015 con la direzione di Antonio Pappano, si è aggiudicato il prestigioso Olivier Award come nuova produzione d’opera.