Articoli

Popolare e folcloristico a sua insaputa – ancorché “compositore di stato” e gloria nazionale con pensione a vita fin dalla prima maturità (e sarebbe vissuto fino a oltre i 90 anni) – il finlandese Jean Sibelius continua a essere un caso nella musica fra Otto e Novecento.

Una manciata di anni separa la Settima Sinfonia di Anton Bruckner, che vide la sua creazione nel 1884 a Lipsia, dalla schönberghiana Verklärte Nacht, eseguita nella sua prima versione per sestetto d’archi a Vienna nel 1902; eppure la distanza fra le due composizioni appare siderale, nonostante l’influenza di Wagner sia ancora marcata in entrambe.

La storia esecutiva della Sesta e della Settima Sinfonia inizia con due degli eventi pubblici più noti, ma anche più singolari – se confrontati l’uno con l’altro – della biografia di Beethoven. Le prime esecuzioni si ebbero infatti a Vienna, a distanza di cinque anni, nel corso di concerti dai risultati praticamente opposti, fra i poli del vero e proprio disastro e del trionfo.

Dopo un po’ che scrosciano gli applausi alla fine dell’esecuzione della Prima Sinfonia di Mahler, Alan Gilbert si concede un colpo di teatro. Richiamato sul podio per l’ennesima volta, si gira fulmineamente e spegne di colpo il fragore in sala con il fremente attacco del Preludio al terzo atto di Lohengrin, vetrina del fulgore degli ottoni esattamente come lo era, pochi minuti prima, il movimento conclusivo del mahleriano Titano.

Il pianista coreano Seong-Jin Cho ha l’eleganza semplice ma perentoria di chi sa di essere dentro alla musica. A 23 anni sta conquistando il mondo dei concerti, sull’onda di alcuni exploit rilevanti: terzo posto al concorso Rubinstein di Tel Aviv, terzo al Cajkovskij di Mosca; due anni fa, primo al concorso Chopin di Varsavia, il premio forse più reputato al mondo, che si tiene solo ogni cinque anni e nel cui albo d’oro si trovano i nomi di Maurizio Pollini, di Martha Argerich, di Krystian Zimerman.

La musica russa ha necessariamente bisogno di interpreti russi? A rigor di logica, la risposta a questa domanda è negativa, perché accade che la lontananza geografica e culturale fra creatore ed esecutore non sia per nulla una controindicazione, e veda nascere risultati interpretativi straordinari.

Dopo l’anteprima di domenica scorsa, sarà la Gustav Mahler Jugendorchester (GMJO) a presentarsi il prossimo venerdì 8 (ore 20.30) al Settembre dell’Accademia. Il Filarmonico ospiterà così quella che viene giudicata la migliore formazione giovanile al mondo.

Alla fine ha sciolto i lunghi capelli, che fino a quel momento aveva tenuto compostamente raccolti. Così, l’ultimo inchino è stata una cascata bionda, più da provino cinematografico che da sala per musica. Impropriamente d’effetto. Probabilmente era studiata anche questa. Lei, la pianista Costanza Principe, ha solo 24 anni, ma oggi il mondo è percorso da giovani interpreti che curano l’immagine come in passato nessuno si sarebbe sognato di fare.