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Il concerto del 18 marzo alla Scala è uno di quelli che vale la trasferta. Di nuovo alla guida della Filarmonica della Scala, Gianandrea Noseda ha offerto un programma con due protagonisti: Maurice Ravel, in prima parte con Ma mère l’oye e la Seconda Suite da Daphnis et Chloé, e Pëtr Il’ič Čajkovskij, che ha terminato il concerto con il suo estremo capolavoro, la Sinfonia n. 6 “Patetica”.

A proposito delle baruffe meneghine sui quattrini sauditi potenzialmente in arrivo alla Scala […] prima di ogni altra considerazione vale la pena di sottolineare che c’è un “non detto”, un tema che finora è rimasto fuori dalle polemiche, accuratamente evitato.

Con un programma monografico interamente dedicato a Gustav Mahler è tornata sul palco del Piermarini la Filarmonica della Scala. A guidarla, lo scorso 28 febbraio – e nei giorni successivi 1 e 2 marzo – il suo Direttore Principale Riccardo Chailly.

Se la storica produzione di Leonid Baratov, approdata alla Scala nel 1998, aveva il fascino di quei libri ricoperti di polvere secolare, la nuova edizione di Chovanščina, per la regia di Mario Martone, pare emergere dalle macerie.

Il capolavoro di Musorgskij, torna al Piermarini per un’opera Valery Gergiev. Mario Martone firma il nuovo allestimento con scene di Margherita Palli. A un grande cast di specialisti si aggiunge il Coro scaligero diretto da Bruno Casoni

L’ascetica spiritualità che emerge dalle opere sinfoniche di Anton Bruckner, dove l’assoluto non è solo ricerca interiore ma anche affermazione dello stato dell’essere, affonda le sue radici nell’infanzia dell’autore.

Un olio su tela romantico, fatto di bianchi e neri e mezzetinte, il balletto Winterreise che ha debuttato alla Scala di Milano in prima assoluta lo scorso 24 gennaio […]. Una creazione, questa di Angelin Preljocaj, che meriterebbe di essere vista almeno due volte, perché nella sua densità e pregnanza di significato richiede una certa preparazione della mente e dello spirito

In una Scala gremita di pubblico (come non sempre avviene nei recital di canto), si è tenuto ieri il concerto del mezzosoprano francese Marianne Crebassa e del pianista turco Fazil Say.

Le celebrazioni della Memoria riportano ogni anno alla luce importanti e drammatiche testimonianze, segni indelebili di chi ha subito l’incubo delle leggi razziali. Fra le tante vittime Vittore Veneziani, nome oggi pressoché dimenticato, la cui storia merita di essere conosciuta e il suo valore riconosciuto.