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Dopo il successo di Attila il 7 dicembre, il primo titolo del 2019 è ancora verdiano: il Teatro alla Scala riprende lo spettacolo firmato da Liliana Cavani nel 1990 per un totale di dodici rappresentazioni.

Il ricordo di Attila alla Scala svanirà presto. Sfumeranno Livermore e la sua regia passepartout – sangue, macerie, video, tableau vivant da Raffaello e citazioni cinefile da Portiere di notte; Chailly e la sua direzione protesa a far sembrare capolavoro quel che capolavoro non è […]

Parte dalla platea, tutta rivolta al palco delle Autorità, infiamma i pachi e arriva su fino al loggione l’applauso interminabile che il pubblico della Scala riserva al Presidente Mattarella. Cinque minuti, lunghi e intensi, omaggio allo statista vero e schiaffone sonoro agli “statisti” improvvisati che momentaneamente detengono il potere; poi il “Canto degli Italiani”, che tutti gli Italiani cantano a squarciagola, intonatissimi e quasi sorpresi della propria forza.

Lungamente attesa, rinviata più volte, come una ninfa sfuggente va finalmente in scena, la prima opera di György Kurtág, che sceglie di mettere in scena Fin de partie, ovvero uno dei testi più ermetici e soprattutto antimusicali del teatro del Novecento e l’attesa è ripagata con interessi cospicui.

Attila inaugura la Stagione 2018/2019 in un allestimento di Davide Livermore con scene di Giò Forma, video di d-Wok e costumi di Gianluca Falaschi. Cantano Ildar Abdrazakov nel ruolo del titolo, Saioa Hernández come Odabella, Fabio Sartori come Foresto e George Petean come Ezio.Anche quest’anno il 7 dicembre è in diretta su Rai1 e nei cinema di tutto il mondo ed è preceduto dal fitto calendario di eventi della Prima Diffusa in tutta la città.

La ripresa di uno spettacolo non è mai un’operazione facile specialmente se il titolo in questione è Elektra di Richard Strauss e soprattutto se a firmare la regia è stato Patrice Chéreau, prematuramente scomparso nel 2013.

L’Italia, l’Europa e l’Oriente per tre grandi serate fra Novecento e nuovo millennio. Torna Rai NuovaMusica, la consueta rassegna dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai dedicata alla musica contemporanea, che da quest’anno è distribuita nel corso della Stagione 2018/2019 con tre concerti sinfonici in serata unica in programma il 9 novembre, il 24 gennaio e 22 febbraio all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino.

Un concerto pregno di atmosfere simboliste ha concluso l’ottobre della Filarmonica della Scala. Lorenzo Viotti, al suo debutto con l’orchestra, ha scelto un programma tanto particolare quanto affascinante: Siegfried-Idyll di Wagner, L’isola dei morti di Rachmaninov, il Prélude à l’aprés-midi d’un faune di Debussy e il Poema dell’Estasi di Skrjabin.

Tra il plauso del pubblico e dei fan della danza lo scorso 17 ottobre è andata in scena a Milano la prima rappresentazione de L’histoire de Manon, titolo conclusivo della Stagione di Balletto 2017-2018 del Teatro alla Scala.

A Milano, sotto l’egida del Comune, la György Kurtág, universalmente considerato tra i maggiori compositori viventi, non aveva mai scritto un’opera; convinto dalla tenacia di Alexander Pereira, presenta oggi Samuel Beckett: Fin de partie – Scènes et monologues, in prima assoluta al Teatro alla Scala […]