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Il Teatro alla Scala piange la scomparsa di Ermanno Olmi, uno dei grandi maestri del cinema e del teatro italiani. L’autore di film come Il posto, La leggenda del santo bevitore e L’albero degli zoccoli ha avuto con il mondo della musica un rapporto continuo e fecondo […]

Dopo più di dieci lustri di assenza Francesca da Rimini ritorna alla Scala. Opera complessa, Francesca, figlia di un decadentismo verista che fa l’occhiolino al simbolismo francese; atmosfere rarefatte e sospese si alternano a momenti di foga incontenibile in un susseguirsi incessante di scontri e passione.

Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai è un’opera di rara esecuzione nei teatri italiani: alla Scala era assente dal 1959, quando Gianandrea Gavazzeni la diresse con protagonisti d’eccezione come Magda Olivero e Mario Del Monaco. La sua nuova entrata in scena significa l’impegno del Teatro […] di rivedere sotto una luce contemporanea una parte del repertorio italiano del ‘900, soprattutto quello verista ingiustamente trascurato.

Si ritorna a quei mitici anni ‘50, ma a Roma, con il Don Pasquale in scena alla Scala fino al 4 maggio, con la regia di Davide Livermore che ambienta l’opera nella Dolce Vita della Capitale. Un omaggio al cinema italiano la cui estetica fa da sfondo al capolavoro donizettiano innervandolo di una compiacente brillantezza.

La direzione di Michele Mariotti estrae dalla compagine scaligera un colore “sospeso”, come sospesa è la stessa orchestra che si sposta fisicamente su più piani a seconda di dove il libretto colloca la scena fra Boschi, Inferi e Campi Elisi.

Il Teatro alla Scala e il suo Corpo di Ballo sono in lutto per la scomparsa di Elisabetta Terabust. Artista e interprete versatile, di grande generosità e sensibile alle innovazioni dei coreografi contemporanei come al grande repertorio classico […]

È il bis che fa scattare l’euforia generale. Sulle note della Radetzky-Marsch, il pubblico batte le mani a tempo di musica guidato dal Maestro Honeck. Al di là delle riserve di qualcuno volte alla tutela della memoria di una Milano vittima del dominio austriaco, lo spirito della celebre Marsch è tutt’altro che dominatore, ma latore dell’euforia della danza da cui nessuno è fortunatamente immune.

Chi è il giovane Maestro che sostituirà Zubin Mehta nel capolavoro di Johann Strauss e che a 37 anni dirige regolarmente a Vienna, Londra, Monaco, Dresda e nel 2019 debutterà al Met.

Il 7, 11 e 12 gennaio Manfred Honeck dirige valzer, polke e brani di operette di Johanne Josef Strauss e Franz Lehár con la partecipazione del soprano Mandy Fredrich, del mezzosporano Judit Kutasi e del tenore Tomislav Mužek.

Serpeggia sempre l’imbarazzo, alle ormai tradizionali dirette Rai per l’inaugurazione della stagione d’opera alla Scala, ogni fatidico 7 dicembre. L’enfasi retorica è il salvagente di presentatori pieni di buona volontà, che si sono imparati a memoria la trama e i nomi dei cantanti, ma sono sempre vagamente spaesati, con l’aria di scusarsi di doversi occupare della strana cosa chiamata opera sulla rete maggiore della Tv di stato, scompaginando perfino l’orario dei Tg.