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Dalla lettura delle note di sala, è la regista stessa che descrive il suo progetto di messinscena prendendo come riferimento le esposizioni delle “Mirabilia” nelle Wunderkammer e il collezionismo salottiero e borghese dell’800, il cui unico intento era la raccolta di oggetti e quadri di varia natura e significato con il solo gusto del possesso dell’oggetto in sé.