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Carlo Fuortes

Non si ferma la musica al Teatro dell’Opera di Roma. Il Teatro dell’Opera ripropone sul proprio sito ufficiale alcuni degli spettacoli più interessanti andati in scena negli ultimi anni: una vera e propria stagione di teatro che consente di rispettare #iorestoacasa senza rinunciare al calore dell’Opera.

Maya Bayanchina

Torna al Teatro Costanzi l’Evgenij Onegin di Pëtr Il’ič Ciajkovskij, e a Roma si respira la cultura della Russia europea. Diretto da James Conlon, con grande chiarezza, e con la regia epurata di Robert Carsen il capolavoro di Ciajkovski ritorna in scena quasi vent’anni dopo l’ultima rappresentazione con Mirella Freni nel ruolo di Tat’jana.

James Conlon

«E’ la mia quarta produzione di Evgenij Onegin che dirigo e più passa il tempo più amo Čajkovskij. E’passato tanto tempo da quando studente, per puro snobismo, non lo apprezzavo»

OperaRoma

Continua la stagione d’oro al Teatro dell’Opera di Roma. Dopo l’inaugurazione in dicembre con il Grand-Opéra di Giuseppe Verdi, “Les Vêpres siciliennes”, il direttore musicale Daniele Gatti ha proposto un capolavoro del belcanto “I Capuleti e i Montecchi” […]

Daniele Gatti

Dal prossimo 23 gennaio, all’Opera di Roma, saranno in scena I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini. Daniele Gatti ha accettato di rispondere a qualche domanda, non solo su Bellini.

Carlo Fuortes

Sono molto rilevanti i risultati economici e artistici con cui si chiude l’anno 2019 del Teatro dell’Opera di Roma. L’incasso è stato di 15.110.000 euro.

Roberto Frontali

Scelta dal Teatro dell’Opera di Roma per inaugurare la sua stagione 2019/2020 Le Vêpres siciliennes è tornata sul palcoscenico del Costanzi dopo un’assenza più che ventennale nella sua versione originale francese e in un’esecuzione musicale di assoluto pregio.

Prima assoluta al Teatro dell’Opera di Roma di “Un romano su Marte”, la quarta opera del talentuoso Vittorio Montalti (1984), su libretto di Giuliano Compagno, diretta da John Axelrod per la regia di Fabio Cherstich. Ispirata al racconto di Ennio Flaiano “Un marziano a Roma” (1954), quest’opera […]

Miah Persson

Un cielo plumbeo e un mare livido proiettati su uno schermo lungo tutto il palcoscenico, una spiaggia ferrosa  e a separarli un recinto di ferro al quale s’aggrappa, immobile, la massa di prigionieri troiani,  infreddoliti  nei loro piumini variopinti e disperati come i migranti che sbarcano dal Mediterraneo sulle nostre coste e che figurano in carne ed ossa come comparse selezionate fra i rifugiati della Comunità di Sant’Egidio per un programma di inserzione sociale.  

Abbiamo incontrato Michele Mariotti, direttore di questa seconda produzione di Idomeneo al Teatro Costanzi che segna il suo debutto a Roma.