Articoli

Orizio

L’incantevole cornice del Teatro Municipale di Piacenza, oltre a un cartellone operistico allettante per scelta e varietà di titoli, annovera una serie di appuntamenti concertistici di particolare rilievo.

Protagonisti della serata inaugurale della Stagione 2019-2020 sono stati due fra i più importanti esponenti del periodo romantico: Franz Liszt e Robert Schumann.

Francesco Meli

A volte ci vuole coraggio. Ci vuole coraggio a provare a fare uscire il mondo della lirica dai sentieri riconosciuti e anche troppo battuti, a volte un po’ logorati dal tempo e dalle intemperie.

Cinque coppie di ballerini professionisti di fama internazionale hanno calcato il palco del Teatro Municipale di Piacenza, protagonisti di un Gala dal programma variegato tra il classico e il contemporaneo.

Mentre l’inverno volge al termine con una bizzarra primavera anticipata, al Municipale di Piacenza va in scena un altro caposaldo della letteratura operistica italiana: Tosca.

«Potente, singolare vastissimo: a me piace assai e non so se il pubblico lo troverà come io lo trovo, ma è certo che è cosa fuori dal comune», così scrive Verdi in una lettera del 1861 a Léon Escudier riguardo La forza del destino. Le vicissitudini legate alla nascita e al debutto di quest’opera sono assai note così come le numerose critiche sulla struttura drammaturgica, […]

A inaugurare la stagione 2018-2019 del Teatro Municipale di Piacenza è il capolavoro verdiano più rappresentato, amato e discusso di tutti i tempi: La traviata. Fin dal suo primo esordio sono stati versati fiumi di parole sull’umana vicenda di Violetta Valéry, attuale già all’epoca per contenuti e innovazioni drammaturgico-musicali.

Chiusura di stagione 2017-2018 al Teatro Municipale di Piacenza, con teatro esaurito, per la riproposta de Il Corsaro di Giuseppe Verdi nel consolidato allestimento di Lamberto Puggelli (allestimento del Teatro Regio di Parma con il Carlo Felice di Genova) datato 2004, riallestito da Grazia Pulvirenti Puggelli nelle date di venerdì 4 e domenica 6 maggio 2018.

Un romanzo d’appendice in musica, di quelli trucibaldi che nonostante la trama sgangherata e il marasma di incongruenze ti avvinghiano fino all’ultima pagina: questo è La Gioconda. Il libretto di Arrigo Boito, o Tobia Gorrio se preferite, è folle e geniale nella versificazione e nelle scelte lessicali, perfetto per la musica di Ponchielli che strizza un occhio a Wagner e l’altro al Grand-Opéra. Il prodotto finale è fantastico, coinvolge e convince.

È la Natura a trionfare nel Faust, straordinariamente denso, messo in scena da Anagoor, o meglio La Natura nei suoi molteplici aspetti nei quali si ricomprende il Sacro. Simone Derai parte dal Faust di Goethe per arrivare a ripulire dalla melassa misticheggiante del quale è intriso il Faust di Gounod e trovando alla fine più punti di contatto che non componenti divisive.