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Alla Royal Opera House di Londra non è consuetudine respirare un’atmosfera di così contagioso entusiasmo come quella presente alla recita domenicale, la seconda, dell’attuale produzione de La Forza del Destino.D’altronde le aspettative, quando si scrittura un cast stellare all’apice della propria fama chiamato a realizzare un’opera che contiene, seppur tra diverse imperfezioni, alcune tra le pagine più intense di tutto il repertorio verdiano, non potevano essere che essere tante.

Quasi un secolo di musica da celebrare insieme a tutto il teatro. L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino festeggia i suoi primi novanta anni il 4 ottobre con il primo appuntamento del Ciclo Mahler, che vede il maestro Fabio Luisi sul podio per la Sinfonia n.2 del compositore austriaco.

Senza tanti preamboli il cartellone delle Stagioni liriche 2018/19 e 2019/20 contestualmente alla 82. edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino 2019 faceva già bella vista nel foyer del Teatro dell’Opera di Firenze ancora prima che avesse inizio ufficialmente la conferenza stampa di presentazione.

Ancor oggi, trascorse le fisiologiche e sempre consigliate 72 ore per digerire lo spettacolo, la domanda si ripropone molesta: a cosa saranno mai serviti quei quattro cuscini sull’orlo del boccascena, piazzati dall’inizio alla fine nelle quattr’ore di Don Carlo?