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Maida Hunderling

Lo spettacolo, accolto con grande calore da un pubblico molto attento e partecipe, voleva offrire spunti legati al tema culturale principe del 2020: Il porto delle diversità. Ci è riuscito? A noi non pare. Parlare di diversità è diventato, allo stato attuale, più che un imperativo etico-morale, una moda.

Chi l’avrebbe mai detto, ma erano vent’anni che l’anfiteatro di Pola, più noto come Arena di Pola o, in croato, Pulska Arena, non metteva in scena un’opera lirica. Sesto nel suo genere per grandezza è il monumento emblema della città, capoluogo dell’Istria, ed è monumento dal grandissimo valore simbolico e affettivo.

Applausi dopo la prima parte, applausi a scena aperta e dopo la seconda e ancora applausi al termine della rappresentazione hanno salutato sabato sera, al Teatro Nazionale Croato Ivan Zajc di Rijeka, l’antica Fiume, Falstaff terzo titolo del progetto ideato dal Sovrintendente dell’istituzione musicale croata Marin Blažević su Macbeth – Otello – Falstaff, in altre parole, come recitano gli striscioni che addobbano il teatro Verdi – Shakespeare – Surian.