Teatro alla Scala 21-22: Dominque Meyer racconta la stagione

Gli spettatori che torneranno nel loro Teatro a partire dal prossimo settembre troveranno una Scala rinnovata. In questo primo anno da Sovrintendente ho trovato una squadra entusiasta e determinata, dalle masse artistiche agli uffici, dal palcoscenico ai laboratori, che ha lavorato con serenità e passione per rendere possibile il progetto che oggi vi presentiamo. Il lungo periodo della pandemia ha costretto tutti noi a molte rinunce ma non ha fermato la macchina scaligera. Da un lato nonostante le interruzioni imposte dai lockdown e anche dai focolai non ci siamo fermati e nel corso del 2020 abbiamo realizzato oltre 100 spettacoli; dall’altro abbiamo impiegato questi mesi per ripensare e riordinare gli assetti del Teatro per presentarci al momento del ritorno del nostro pubblico con una Stagione di alto profilo artistico e una struttura rinnovata, più moderna, più accogliente e più sostenibile.

La nostra gratitudine va a tutto il pubblico e in particolare ai nostri Abbonati che sono rimasti vicini al Teatro. Con loro l’imprescindibile supporto delle Istituzioni, della Rai, dei Fondatori, dei Partner e degli Sponsor che hanno sempre garantito il loro sostegno alla Scala. Un ringraziamento particolare a Intesa Sanpaolo, Fondatore e Sponsor Principale della Stagione 2021/2022, che ogni anno affianca il Teatro alla Scala nel suo percorso di qualità, innovazione e accessibilità.

Il programma della Stagione 2021~2022

 

Nel corso della Stagione 2021~2022 il Teatro alla Scala presenta 13 allestimenti d’opera, dei quali uno solo è stato già visto dal pubblico milanese: 9 sono nuove produzioni e 3 sono spettacoli provenienti da altri teatri. La scelta di repertori e interpreti è improntata a un principio di varietà ed equilibrio per permettere al pubblico di ascoltare e vedere un’ampia gamma di opere e artisti.  Si conferma la centralità della tradizione italiana con otto titoli dal Settecento al Novecento, ma si ascolteranno anche capolavori del repertorio francese, russo, austriaco, tedesco, inglese. Due sono le opere che vengono rappresentate alla Scala per la prima volta, Thaïs di Massenet e The Tempest di Adès. Giuseppe Verdi è l’unico compositore presente con tre titoli, gli altri ne hanno uno per ciascuno, e anche tra interpreti solo pochi artisti ricorrono in diverse produzioni. Accanto al Direttore Musicale Riccardo Chailly nel prossimo anno saranno alla Scala grandi Maestri come Daniel Barenboim, Valery Gergiev, Esa-Pekka Salonen, Christian Thielemann. Tornano interpreti autorevoli come Ottavio Dantone, Evelino Pidò e Tugan Sokhiev. Sono particolarmente lieto della presenza di due trentenni di grande talento, Lorenzo Viotti e Michele Gamba, e di una lunga lista di debutti che include Thomas Adès, Alain Altinoglu, Marco Armiliato, Giampaolo Bisanti, Michael Boder, Frédéric Chaslin, Pablo Heras-Casado, e Speranza Scappucci. Tra i registi debuttano invece Marco Arturo Marelli, Adrian Noble e Olivier Py. I cast presentano un panorama completo delle più grandi voci del nostro tempo ma offrono spazio anche ai migliori giovani cantanti che si affacciano alla professione.

Le nuove produzioni

 

Il Direttore Musicale Riccardo Chailly dirige due nuovi allestimenti di titoli verdiani: il Macbeth inaugurale di Stagione con la regia di Davide Livermore e un cast che schiera Anna Netrebko, Luca Salsi, Francesco Meli e Ildar Abdrazakov e Un ballo in maschera con Sondra Radvanovsky, nuovamente Francesco Meli che prosegue nella sua galleria di grandi personaggi verdiani alla Scala, e Luca Salsi: occasione per il debutto registico di Marco Arturo Marelli, apprezzato nei teatri europei per lo stile elegante ed essenziale.

 

Torna in Stagione Vincenzo Bellini, che dei grandi operisti italiani dell’Ottocento è il meno eseguito: I Capuleti e i Montecchi sono diretti da Evelino Pidò con la regia di Adrian Noble, anche lui alla sua prima opera alla Scala, e un cast ideale formato da Lisette Oropesa, Marianne Crebassa, René Barbera e Michele Pertusi.

Terzo debutto registico con il vulcanico Olivier Py, cui è affidata la prima milanese di Thaïs di Massenet diretta da Lorenzo Viotti con le splendide voci di Marina Rebeka, Ludovic Tézier e Francesco Demuro.

Valery Gergiev, dopo il caloroso successo della recente Chovanščina, propone un altro caposaldo del repertorio russo con La dama di picche di Čajkovskij nella regia di Matthias Hartmann, protagonisti Asmik Grigorian (in alternanza con Elena Guseva) e Najmiddin Mavlyanov.

Frédéric Chaslin, colta e originale figura di direttore e compositore, debutta nella buca scaligera con La Gioconda di Amilcare Ponchielli nell’allestimento di Davide Livermore, protagonisti Sonya Yoncheva, Daniela Barcellona, Judit Kutasi, Fabio Sartori, Roberto Frontali ed Erwin Schrott.

Il Teatro alla Scala presenta una nuova produzione di Rigoletto a ventotto anni da quella di Gilbert Deflo e la affida a un regista di riferimento come Mario Martone e a un giovane direttore come Michele Gamba, protagonisti Enkhbat Amartüvshin, Nadine Sierra e Piero Pretti.

Il progetto Accademia guarda al XVIII secolo con Il matrimonio segreto di Cimarosa: i giovani allievi saranno guidati musicalmente da Ottavio Dantone e scenicamente da Irina Brook, maestra di ironia che ha recentemente debuttato con il dittico dedicato a Kurt Weill diretto da Riccardo Chailly.

Fedora di Umberto Giordano sarà riletta dallo sguardo cinematografico di Mario Martone e Margherita Palli con la direzione di Marco Armiliato e la carismatica coppia di protagonisti formata da Sonya Yoncheva e Roberto Alagna.

Produzioni provenienti da altri teatri e riprese

 

Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea torna alla Scala nell’allestimento concepito da David McVicar per il Covent Garden e segna il debutto alla Scala del milanese Giampaolo Bisanti, direttore del Teatro Petruzzelli di Bari. Due cast regali vedono alternarsi Maria Agresta e Anna Netrebko, Freddie De Tommaso al debutto scaligero e Yusif Eyvazov, Anita Rachvelishvili e Elena Zhidkova, Alessandro Corbelli e Ambrogio Maestri.

Don Giovanni, unica ripresa della Stagione, torna nel celebre allestimento di Robert Carsen che ha aperto la Stagione 2011~2012 a incorniciare il debutto di Pablo Heras-Casado con le voci di Christopher Maltman, Alex Esposito, Hanna-Elisabeth Müller, Emily D’Angelo e Bernard Richter.

Dalla Wiener Staatsoper proviene l’Ariadne auf Naxos nell’elegante allestimento novecentesco di Sven-Eric Bechtolf. Anche in questo caso c’è un debutto sul podio, quello di Michael Boder, e un cast di grande prestigio le cui punte sono la protagonista Krassimira Stoyanova, Stephen Gould che oggi può padroneggiare meglio di chiunque altro la difficile parte di Bacchus e la rivelazione Erin Morley come Zerbinetta.

Nel 2022 l’opera contemporanea che presentiamo in Stagione è un capolavoro riconosciuto e rappresentato in tutto il mondo ma mai ascoltato a Milano, in un allestimento celebre e in parte ambientato proprio nella sala del Piermarini: The Tempest di Thomas Adès nello spettacolo di Robert Lepage coprodotto da Metropolitan e Wiener Staatsoper conclude degnamente la nostra Stagione shakespeariana inaugurata da Macbeth, con il compositore sul podio e Leigh Melrose e Isabel Leonard protagonisti.

I concerti

 

Gli appassionati di concerti troveranno molte novità: alla tradizionale Stagione Sinfonica di sette concerti con Orchestra e Coro del Teatro, ai concerti straordinari e ai Recital di canto si aggiungono un nuovo ciclo di Orchestre ospiti e uno di Grandi pianisti, ciascuno con 5 appuntamenti. Rinnovati anche i Concerti da camera con i solisti e i gruppi dell’Orchestra che trovano una collocazione più intima nel Ridotto dei Palchi. Abbiamo ripensato e ampliato le proposte per il pubblico più giovane, che assumeranno un rilievo sempre maggiore: alle riduzioni di opere del grande repertorio cui si affiancheranno in futuro le commissioni di lavori esplicitamente destinati ai ragazzi. Ai più piccoli saranno destinati i concerti della domenica pomeriggio in una nuova formula più narrativa e spettacolare pensata da Mario Acampa, mentre nuovi appuntamenti con un carattere più esplicitamente didattico per i ragazzi più cresciuti sono previsti per il lunedì.

La Stagione di balletto, non meno importante della Stagione d’opera, è presentata in dettaglio dal Direttore Manuel Legris.

 

La programmazione d’autunno

 

Tra settembre e novembre, prima dell’inizio della nuova Stagione, la Scala presenta 5 produzioni d’opera delle quali 2 sono nuove e una è stata vista per una sola sera. La Scala riapre con l’esplosione di allegria di tre capolavori buffi di Rossini mettendo in scena uno spettacolo storico come l’Italiana di Ponnelle diretta da Dantone, una novità di rilievo come Il barbiere diretto da Riccardo Chailly con la regia intelligente e poetica di Leo Muscato e l’allestimento del Turco di Roberto Andò diretto da Diego Fasolis andato in scena per una sola rappresentazione prima del lockdown. L’allestimento de La Calisto di Francesco Cavalli firmato da David McVicar con la direzione di Christophe Rousset porta per la prima volta al Piermarini questo fondamentale compositore della scuola veneziana inaugurando un progetto sul Barocco italiano che si svilupperà nei prossimi anni. L’opera è nata in Italia e i primi secoli della sua storia offrono una ricchezza musicale e teatrale inesauribile. Ultimo titolo d’opera è la ripresa dell’Elisir d’amore diretta da Michele Gamba. Tra i progetti più importanti cancellati dalla pandemia nel 2020 c’è senza dubbio la prima assoluta di Madina, frutto della collaborazione tra il compositore Fabio Vacchi e il coreografo Mauro Bigonzetti. Madina sarà ripresa nel mese di ottobre con l’étoile Roberto Bolle e la direzione di Michele Gamba.

La struttura artistica

 

Per realizzare questo progetto artistico al più alto livello era necessario garantire al Teatro alla Scala una struttura artistica stabile assicurando una sicura definizione delle figure in scadenza e andando a completare gli organici. Dopo la conferma dell’incarico di Direttore Musicale al Maestro Riccardo Chailly e la nomina del Maestro Manuel Legris alla Direzione del Corpo di Ballo, il Maestro Bruno Casoni giunge alla conclusione del suo prezioso e quasi ventennale impegno alla guida del Coro scaligero, conservando la guida del Coro di voci bianche. Raccoglie il suo testimone il Maestro Alberto Malazzi, che gli è stato accanto per anni qui alla Scala prima di assumere la Direzione del Coro del Teatro Comunale di Bologna e che ha raccolto un caloroso consenso. Consolidata la guida artistica del Teatro per i prossimi anni, abbiamo riattivato le procedure di concorso per completare entro l’autunno gli organici dei complessi artistici: Orchestra, Coro e Corpo di Ballo troveranno un assetto certo e costante nel tempo su cui fondare un’ulteriore crescita artistica.

 

Una Scala inclusiva e accessibile

 

Numerose novità riguardano le strategie di accesso al Teatro, gli abbonamenti e i prezzi. Il Teatro alla Scala ha già una percentuale consistente di ricavi di biglietteria: non ho alcun desiderio di alzare questa percentuale o battere dei record con una politica di prezzi elevati. Al contrario dobbiamo dire con chiarezza che il mondo della musica classica non soffre una crisi di interesse da parte del pubblico ma talvolta una deriva dei prezzi che hanno generato un allontanamento da parte di molti appassionati. Il Teatro alla Scala ha bisogno di una strategia di inclusione e già dalla prossima Stagione abbiamo dato alcuni segnali importanti. I turni di abbonamento sono stati ridotti da 5 a 4 ed è diminuito il numero dei titoli in abbonamento. La Scala ha avuto in passato una percentuale molto elevata di posti collocati nella fascia di prezzo più alta: tutta la platea e moltissimi posti in palco. Abbiamo rimodulato la pianta del Teatro introducendo la seconda fascia di prezzo in platea e differenziando i prezzi all’interno dei palchi, riducendo ulteriormente il prezzo dei posti con scarsa visibilità. Infine abbiamo allineato i concerti delle Orchestre ospiti a quelli della Stagione sinfonica del Teatro, con i posti migliori venduti a 95 euro. Un progetto che ci sta particolarmente a cuore è “Un palco in famiglia”, realizzato con il sostegno di Esselunga, che permetterà agli adulti che acquistano un posto a prezzo intero in alcuni palchi di acquistare altri posti a 15 euro per minori di 18 anni. Proseguono inoltre abbonamenti e anteprime per gli Under30 che da anni avvicinano i giovani adulti contribuendo a formare il nuovo pubblico scaligero.

 

 

 

 

 

La Scala che cambia nella Milano del prossimo decennio

 

Il Teatro alla Scala immagina il suo futuro con progetti ambiziosi che si inseriscono nelle trasformazioni della Città. Lo scorso 26 aprile abbiamo posato la prima pietra del nuovo edificio che sorgerà in via Verdi e che completerà il disegno dell’architetto Botta permettendo di riunire in un solo complesso tutti gli uffici del Teatro, ampliare il palcoscenico, garantire ai musicisti una sala d’avanguardia per le prove e le incisioni. Procede intanto il piano per la costruzione di una cittadella del teatro e della musica nell’area di Rubattino che riunisca magazzini, laboratori e occasioni di produzione artistica contribuendo alla nuova fisionomia del quartiere. All’interno del Teatro abbiamo lanciato tre progetti di innovazione. Il primo è un piano tecnologico che promuova l’innovazione digitale riflettendosi sulle procedure e l’organizzazione del lavoro ma anche sulla diffusione degli spettacoli, che verranno ripresi da un sistema di telecamere fisse che faciliterà la diffusione in streaming in collaborazione con Rai, e sull’accoglienza agli spettatori, che nel 2022 troveranno nello schienale della poltrona di fronte un tablet con la traduzione dei testi in otto lingue e una serie di servizi accessori. Il secondo, conseguenza del primo, è un piano di sostenibilità ecologica che comprenderà la riduzione dell’uso della carta, l’incremento della percentuale di rifiuti riciclati, la scelta dei materiali per gli allestimenti e il ricorso alle energie rinnovabili in linea con un percorso già avviato. Infine abbiamo deciso di dotare il nostro Teatro di un progetto di inclusione che valorizzi il talento e la professionalità delle donne tanto nel comparto artistico quanto in quello organizzativo assicurando la possibilità di emergere in proporzione al proprio talento, equità salariale e dignità di trattamento sul lavoro.

Il progetto che presentiamo è ambizioso e complesso. L’impegno a costruire un teatro sempre più all’altezza delle sfide dei prossimi anni deve partire da una visione complessiva della Scala che vogliamo, in cui eccellenza artistica, capacità produttiva, semplificazione amministrativa e servizi al nostro pubblico vadano di pari passo inserendosi armonicamente nello sviluppo di una Città che riprende il suo cammino.

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