Torino: Incanto, Famiglia e Magia. Hänsel e Gretel al Piccolo Regio

Avvicinandoci al periodo natalizio, si rafforza ancor di più quel senso di condivisione, di stare insieme, di famiglia. E per le famiglie è pensata In Famiglia 2025/2026, la piccola stagione che il Teatro Regio di Torino dedica alle famiglie e ai più piccoli, rendendo più accessibile, più vicina e alla portata di tutti e tutte l’Opera. Novembre e dicembre vedono in scena, nella sala del Piccolo Regio Giacomo Puccini l’opera di Engelbert Humperdinck Hänsel e Gretel, la nota fiaba dei due fratelli che finiscono nella casa di marzapane, dove una crudele strega tenterà di ingrassarli, cuocerli e mangiarli. Ma sarà nella cottura che la strega resterà “scottata”, con la rivincita dei due fratelli che, felicemente, si ricongiungeranno alla famiglia.

Proprio per favorirne l’accessibilità, soprattutto per il giovane pubblico, il Teatro Regio utilizza una versione ridotta e rimaneggiata, tradotta in italiano, che tuttavia permette di godere di una produzione interessante, musicalmente di ottimo livello e con un lavoro registico di stuzzicante interesse. Interesse dovuto alla nuova regia, appunto, realizzata da Gianmaria Aliverta, comprovato artista sempre alla ricerca di nuove e stimolanti sfide, lavorando sull’idea che la fiaba musicale possa intendersi come un viaggio nei desideri e nelle paure dei bambini. La rosseggiante strega rappresenta le loro illusioni, e sarà solo affrontandola che potranno comprendere come la vera felicità, non sta nella ricchezza, ma nell’amore della propria famiglia e in quell’amorevole abbraccio di condivisione finale.

Nel realizzare lo spettacolo, Aliverta evidenzia, attraverso la storia di una famiglia povera, la figura del papà spazzacamino, che canticchiante e sognatore si accontenta del poco che la vita gli offre, mentre accanto a lui la mamma vive la povertà come una condizione ingiusta e inaccettabile per la sua persona. Questo malessere viene proiettato e trasferito ai figli, che vengono spinti a intraprendere un viaggio che riflette il percorso interiore della madre (geniale il collegamento attraverso l’uso dei guanti rossi della madre che saranno poi gli stessi guanti usati dalla strega per incantare e dai bambini per liberarsi) verso la vagheggiata ricchezza, verso un luogo in cui finalmente poter trovare cibo.

L’impianto scenico è unico e si adatta a seconda dell’evolversi delle vicende, partendo dalla povera casa nella quale vive la poco agiata famiglia, con squarci di parete che permettono di vedere il bosco in lontananza, trasformandosi poi nel bosco stesso con l’ausilio della scopa “stregata” di casa, per finire poi con l’essere la casa di marzapane, dove ogni cassetto, vano o angolo è ricco di dolci, di cibo e di goloserie. Fuggiti di casa, lungo il loro cammino i due bambini incontrano varie creature, le stesse che popolano la loro casa; fra queste la madre, in una versione del tutto particolare e straniante, poiché è lei la “strega”, che ha proiettato sui figli il proprio senso di inadeguatezza. Soltanto alla fine ci sarà la vera felicità, la liberazione da quella figura così negativa, permettendo ad Hänsel e Gretel di vivere in sintonia con i genitori. Efficace risulta quindi il sopracitato impianto scenico, con l’ottimo lavoro di Francesca Donati, i costumi azzeccatissimi di Sara Marcucci (sul podio vanno l’abito rosso dardeggiante della strega, a metà tra Jessica Rabbit e la fata madrina di Shrek, i vestiti dei 3 “ciccionissimi” bambini prigionieri della strega e l’abito mimetico di Sandmann che incanta ed addormenta i due fratelli) e le luci di Andrea Rizzitelli.

Sul versante musicale, seppur in versione ridotta e con alcuni tagli ed arrangiamenti, il direttore d’orchestra Simon Krečič guida con enfasi e trascinante vigore l’Orchestra del Regio, sapendo esaltare sin dal Preludio iniziale gli intrecci melodici di operette, temi popolari e tradizionali, uniti a quel tocco di sinfonismo romantico tardo ottocentesco, di matrice puramente tedesca. Una commedia fiabesca che incanta ed avvolge, grazie al piglio sicuro del direttore e alla sempre eccellente preparazione orchestrale dei musicisti del Regio di Torino, a cui si aggiungono gli ottimi interventi del Coro delle voci bianche, sapientemente preparato da Claudio Fenoglio.

Il mezzosoprano Martina Myskholid, nel ruolo en travestì del fratello Hänsel, delinea un canto di ottimo gusto e con voce di bel colore mezzosopranile, adattandosi perfettamente al ruolo maschile e sapendo rispondere in maniera ottimale alla vivacità registica, senza mai adagiarsi ma sempre con proattività e slancio.

Di pari livello è la Gretel del soprano Albina Tonkikh, che con piglio e coinvolgimento dà animo alla combattiva sorella che saprà liberare il fratello dalle grinfie della strega e lanciare la stessa tra le braci ardenti del camino: bella voce, buona la proiezione e curata la pronuncia. Il baritono Eduardo Martínez veste i panni del simpatico padre Peter, dalla voce dal timbro chiaro ma già ben definita, con possibilità di crescita maggiore e l’intelligenza dell’affrontare un repertorio adatto, risultando questa produzione e l’attività del Regio Ensemble (come per le due protagoniste femminili) una ottima palestra. Simpatico, vivace e mai goffo, il personaggio viene disegnato brillantemente, riuscendo a sottolinearne i tratti bonari e affettuosi.

Chi invece manca di bonarietà e affettuosità, ma al contrario è un crescendo di perfidia, è il personaggio della madre Gertrud (che diventerà poi strega) del mezzosoprano Natalia Gavrilan, che evidenzia risonanze quasi contraltili con voce assai notevole, capace di discendere in gravità e ascendere ad acuti esenti da durezze, trovando però nel personaggio della cattiva strega la massima realizzazione scenica: convince, impaurisce e coinvolge, suscitando appropriati consensi in sala.

Bella sorpresa è il soprano Flavia Pedilarco, con un passato di voce bianca e ora lo studio come soprano al Conservatorio di Alessandria, che nel breve ruolo di Sandmann si distingue per la delicatezza, la ricercatezza e la cura tanto nel canto quanto nel ruolo, deliziosamente dolce nel portare il sonno ai due fratelli. Sorrisi e applausi per i tre bambini biscotto che Aliverta veste abbondantemente, liberi dall’incanto quando tutti saranno liberi dalla strega.

Applausi e apprezzamenti per una produzione di valida prova, che esalta anche la sala del Piccolo Regio, meritevole sicuramente di un maggior uso da parte del Teatro.

Leonardo Crosetti
(25 novembre 2025)

La locandina

Direttore Simon Krečič
Regia Gianmaria Aliverta
Scene Francesca Donati
Costumi Sara Marcucci
Luci Andrea Rizzitelli
Personaggi e interpreti:
Hänsel Martina Myskholid
Gretel Albina Tonkikh
Peter Eduardo Martínez
Gertrud Natalia Gavrilan
Sandmann Flavia Pedilarco°
Bambini biscotto Nike Accossato, Nora Bricco, Luca Conte, Diana Gallo, Silvano Giannini, Stella Simalao
Orchestra e Coro delle voci bianche Teatro Regio Torino
Maestro del coro di voci bianche Claudio Fenoglio

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