Torino: Orchestra Rai. Valčuha e Krylov interpretano Glazunov, Stravinskij e Beethoven

Mercoledì 8 novembre a Torino e in diretta su Radio3, replica giovedì 9 novembre

Torna sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai lo slovacco Juraj Valčuha, già Direttore principale della compagine dal 2009 al 2016 e attuale Direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli. Mercoledì 8 novembre alle 20 (turno blu) all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino e in diretta su Radio 3 propone il Valzer da concerto n. 1 in re maggiore op. 47 di Aleksandr Glazunov, composto nel 1893, quando il fascino di questa danza aveva già catturato tutta l’Europa, Russia compresa. La pagina si caratterizza per la levità della raffinata orchestrazione, che ricorda Čajkovskij, forse il più grande compositore di valzer all’infuori dell’Austria.

La serata prosegue con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra di Igor Stravinskij, scritto nel 1931 ed eseguito per la prima volta nello stesso anno a Berlino. Annoverato nel cosiddetto periodo neoclassico dell’autore, il Concerto fu composto con grande libertà da Stravinskij – è articolato, ad esempio, in quattro movimenti, non nei canonici tre – per Samuel Dushkin, giovane violinista americano all’epoca in grande ascesa. A interpretarlo, insieme all’Orchestra della Rai, il violinista russo Sergej Krylov. Nato a Mosca, Krylov ha iniziato lo studio dello strumento a cinque anni, aggiudicandosi, giovanissimo, il primo premio in tre importanti concorsi internazionali: Lipizer, Stradivari e Kreisler di Vienna. Nelle ultime stagioni è stato chiamato a collaborare con orchestre come la Staatskapelle di Dresda, le Filarmoniche di San Pietroburgo, di Londra e della Scala, l’Accademia di Santa Cecilia, e con direttori come Valery Gergiev, Yuri Temirkanov e Vladimir Jurowski.

Il programma è completato dalla Sinfonia n. 4 in si bemolle maggiore op. 60 di Ludwig van Beethoven. Composta nel 1806 ed eseguita per la prima volta nel 1807 a Vienna, la Sinfonia fu definita da Robert Schumann “una slanciata fanciulla greca fra due giganti nordici”, immagine che contribuì a marchiarla storicamente come ‘secondaria’, quasi di ‘intrattenimento’ rispetto all’afflato titanico della Terza e della Quinta. La critica romantica associò il carattere più trattenuto della partitura a un momento positivo nella vita di Beethoven, che in quel periodo si era innamorato della studentessa Teresa Brunswik.

Il concerto è replicato a Torino giovedì 9 novembre alle 20 (turno rosso). Le poltrone numerate, da 30 a 15 euro (ridotto giovani under 35), sono in vendita sia online sia presso la biglietteria dell’Auditorium Rai. Un’ora prima dell’inizio sono messi in vendita gli ingressi non numerati a 20 e 9 euro.

Compila il form sottostante

Prego Login per commentare

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  Iscriviti  
Notificami