Torino: Tragedia, Amore e Rivoluzione. Andrea Chénier chiude la stagione del Regio

Si chiude la stagione operistica del Teatro Regio di Torino con l’opera Andrea Chénier di Umberto Giordano, dopo un lungo e interessante percorso artistico del teatro d’opera torinese che ha visto alternarsi proposte di indubbio valore, con alcune eccellenze di livello assoluto, per concludersi con un’opera che parla d’amore, di rivoluzione, di sovversione dello stato delle cose. Tematiche attuali, forti, dirompenti, che il regista figlio d’arte Giancarlo Del Monaco cerca di incanalare in questa nuova produzione, attraverso un’azione scenica di forte impatto, che vede un impetuoso cambio di scene e di prospettive sull’onda di una rivoluzione che non è solo francese, ma è una rivoluzione che sovverte lo status quo (o vuole provarci), attuale e adattabile ieri come oggi, attraverso anche l’uso di simbolismi.

È così che passiamo da ampie sale da ballo di gusto settecentesco francese ad un grigio e angosciante sobborgo dove è bene far attenzione a chi e come si parla, per non incorrere nelle spie dei capi dei ribelli, correndo il rischio della prigione, se non anco la morte. Morto il fauno selvatico, simbolo ideale dell’antica e fulgida nobiltà decadente, non vi è spazio per la francesità dell’opera, là dove il tricolore della ribellione viene sostituito da un tetro e oscuro sventolare di nera bandiera, dove la gioia e il godimento del popolo, falsamente libero, sono l’essere spettatori delle condanne a morte delle “spie” o dei nobili decaduti. In tutto questo, resiste ardente la fiamma d’amore che unisce Andrea e Maddalena, accecando e facendo ricredere addirittura il ribelle Gerard, che dopo l’impeto violento di passione nei confronti dell’amata nobildonna, muta le sue intenzione divenendone il fedele amico.

L’epilogo lo sappiamo, i due amanti andranno incontro alla morte insiem, uniti in un doloroso quanto forte destino. Scene forti, violente, di impatto straziante, che Del Monaco idealizza e realizza avvalendosi della collaborazione di Barbara Staffolani quale coreografa e assistente alla regia, Daniel Bianco per le scene sopracitate, Jesus Ruiz per i costumi e Vladi Spigarolo per le luci.

Passando al versante musicale, chiude la Stagione d’opera 2024-2025 il nuovo direttore musicale del Teatro Regio, Andrea Battistoni, confermandosi nelle sue apprezzate doti di conoscitore ed esecutore del repertorio italiano dell’800 e del ‘900. Non mancano le soffuse, ricercate e romantiche sfumature laddove sono esaltati amore e dolcezza e non sono da meno gli impetuosi momenti d’insieme e i passaggi ribollenti d’ardore rivoluzionario. Ottima è l’intesa con le masse orchestrali, dove le sonorità e gli accenti vengono eseguiti in maniera impeccabile, grazie all’Orchestra del Teatro Regio; non è secondo a nessuno l’ottimo Coro, che non solo canta ma sa sapientemente interpretare, grazie alla preparazione del suo direttore, Ulisse Trabacchin.

Torna al Regio di Torino, continuando a stupire, il tenore americano Gregory Kunde, che in barba ai suoi 71 anni, dimostra una solidità vocale da far impallidire molti colleghi di corda, disegnando a tutto tondo un Andrea Chénier innamorato, coraggioso, motivato. Il 2025 è l’anno dello Chenier di Kunde e anche al Regio di Torino possiamo apprezzarne lo squillo, la vibrante intensità interpretativa che fanno dimenticare lo scorrere umano del tempo, lasciandoci solo la capacità di apprezzare un artista che merita gratitudine e apprezzamento per quanto ancora, sui palchi dei teatri di tutto il mondo, sa donare al pubblico che lo segue e lo applaude.

Nei panni della sua sventurata amante Maddalena di Coigny troviamo il soprano Yolanda Auyanet, che debutta felicemente in una parte che ben si inserisce nella piena maturità vocale di soprano lirico, raggiunta dall’artista che fa così il suo gran ritorno a Torino. Dalle imbellettate sale settecentesche ai cupi vicoli, si muove con disinvoltura la Maddalena che sceglie alla fine di morire insieme al suo amato poeta, sapendo rendere con tutta l’emotività necessaria l’intensità e la passione che vanno, in un vortice crescente di musicalità mirevole, ad esplodere nella commovente esecuzione de La mamma morta, ricercata e vissuta tanto da, alla fine, tributarle il meritato successo.

Franco Vassallo, baritono di rodata fama, dimostra ancora sicurezza e vigore in un ruolo che necessita di una gran carica interpretativa, sapendo coniugare al contempo una brunita voce di spessore. Domina le scene di dramma, eseguendo un Nemico della patria di forte umanità, momento forse più alto nella ricercata esecuzione di Vassallo.

Ad attorniare i protagonisti principali un folto schieramento di artisti che permettono di apprezzare gli interventi di Albina Tonkikh quale Bersi e di Manuela Cluster nei panni della vecchia e dolente Madelon, mentre Federica Giansanti veste i panni altezzosamente nobili della Contessa di Coigny, Adriano Gramigni è Rocher, Nicolò Ceriani è nella doppia veste di Fléville e Fouquier-Tinville.  Nei panni del rivoluzionario Mathieu troviamo Vincenzo Nizzardo, che esibisce piglio sicuro e voce di spessore, Riccardo Rados è un Incredibile, Daniel Umbelino è un leggerissimo Abate poeta, Tyler Zimmerman nei panni di Dumas e Janusz Nosek dona voce e corpo a Schmidt (gli ultimi tre, apprezzati artisti di casa del Regio Ensemble).

Finale di Stagione con un gran titolo, forse non colto al 100% dal pubblico che era sì presente ma non da riempire la sala. Ma si sa, arrivando caldo ed estate, si preferisce star fuori.

E dunque il Teatro Regio, nel concludere la sua attività, propone un extra con La meglio gioventù in concerto, una serie di appuntamenti concertistici fino al 24 luglio nella Corte d’onore di Palazzo Reale. Buona estate!

Leonardo Crosetti
(26 giugno 2025)

La locandina

Direttore Andrea Battistoni
Regia Giancarlo del Monaco
Scene Daniel Bianco
Costumi Jesus Ruiz
Luci Vladi Spigarolo
Coreografia e assistente alla regia Barbara Staffolani
Personaggi e interpreti:
Andrea Chénier Gregory Kunde
Carlo Gérard Franco Vassallo
Maddalena di Coigny Yolanda Auyanet
Bersi Mara Gaudenzi
La contessa di Coigny Federica Giansanti
Madelon Manuela Custer
Roucher Adriano Gramigni
Pietro Fléville e Fouquier Tinville Nicolò Ceriani
Mathieu Vincenzo Nizzardo
Un “Incredibile” Riccardo Rados
L’abate poeta Daniel Umbelino
Dumas Tyler Zimmerman
Schmidt Janusz Nosek
Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Maestro del Coro Ulisse Trabacchin

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