Torre del Lago: seconda tornata di enigmi per Turandot

Olga Maslova, dopo un’Aida fiorentina positiva ma sottotono, soprattutto per tempra interpretativa latitante, lascia assai stupiti per la bella Turandot torrelaghese: che ci fosse un materiale significativo s’era già intuito al Maggio, ma che la pasta vocale dal timbro peculiare, non bellissimo, attraversato da una gradevole lamina metallica, potesse essere plasmata e impostata così bene, per scolpire una Principessa tanto lirica e umana, quanto volitiva e colma di commovente e vibrante passione, non lo si sarebbe previsto. Non c’è protervia da virago, nella sua Turandot, nessun isterismo, gli acuti suonano liberi, lontanissimi dal grido, e sul finale fraseggio e accento, particolarmente pregnanti, rendono plausibile lo scongelamento repentino d’una figura tuttavia ancora enigmatica. Brava.

Con lei SuperGreg(ory) Kunde: si ribadiscono le cose già scritte per la prima, specificando che il tenore, col Nessun dorma, ha mostrato una tempra e una tenuta vocali totalmente incompatibili con la sua età effettiva – ma sappiamo che lui sfida il tempo -, e che durante l’arco finale si è palesata una piacevole rifinitura psicologica, dove il canto intelligente e riflettuto dribblava la totale assenza di disegno registico.

Eccezionale la Liù di Rosa Feola: tutto perfetto, tutto impeccabile sia nell’accento dolente, drammatico e struggente, sia nel controllo della linea di canto, per cui pianissimi, acuti e filati venivano emessi a menadito, in un connubio prodigioso di tecnica e sensibilità interpretativa (dopo una sequela di Liù dimenticabilissime, in passato, quest’anno non si può che essere felici).

Michele Pertusi è un monumento, un faro, un cantante che giganteggia con le consuete classe ed eccellenza: questa volta il meteo favorevole gli permette di concludere la grande scena della morte di Liù, e la forza, la tensione, il carisma vocale e scenico che riesce a infondere in Timur sono tanto grandi da provocare un senso di apnea, in cui ogni parola, sempre più scolpita, riduce la riserva d’ossigeno del pubblico. Unico.

Ancora una volta di gran livello le tre maschere – Sergio Vitale, Andrea Tanzillo e Tiziano Barontini -, amalgamate benissimo e svettanti, senza oscurarsi a vicenda, per peculiarità timbriche e fulgore vocale (peccato per i frusti siparietti cui sono costretti, che strizzano – male – l’occhio ai personaggi orientali di Paolo Poli, senza mai averne la classe e l’ironica sottigliezza); nuovamente non bene l’Altoum di Massimiliano Pisapia e il mandarino di Luca Dall’Amico; funzionale il resto del cast.

Rinnoviamo gli apprezzamenti per la direzione di Renato Palumbo, se si vuole ancora più significativa che alla prima, e per l’apporto notevole dell’Orchestra del Festival, e per il senso di irraggiungibile, di ignoto, di incompiuto che l’ha caratterizzata, dove il suono dei singoli, rifinito e abbracciato, rifranto da un prisma in colori di lapislazzuli e ori, aveva gran valore di per sé e in unione con gli altri, per tramite di un disegno interpretativo giustamente personale e preciso. Ugualmente rinnovo i biasimi profondi per l’assenza di regia, una mancanza imperdonabile: attento, Signorini, “l’anima sua si vendicherà”.

Mattia Marino Merlo

(2 agosto 2025)

Personaggi e interpreti

Direttore     Renato Palumbo
Regia              Alfonso Signorini
Scene            Carla Tolomeo
Costumi      Fausto Puglisi
Luci   Valerio Alfieri
Personaggi e interpreti:
La principessa Turandot         Olga Maslova

L’imperatore Altoum    Massimiliano Pisapia

Timur             Michele Pertusi

Il principe ignoto (Calaf)         Gregory Kunde

Liù      Rosa Feola

Ping   Sergio Vitale

Pang  Andrea Tanzillo

Pong  Tiziano Barontini

Un mandarino     Luca Dall’Amico

Il principe di Persia        Andrea Volpini

Prima Ancella      Irene Celle

Seconda Ancella             Maria Salvini
Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Festival Puccini
Maestro del Coro            Marco Faelli
Maestro del Coro di voci bianche              Chiara Mariani

Allestimento del Festival Puccini

La locandina

Direttore Renato Palumbo
Regia Alfonso Signorini
Scene Carla Tolomeo
Costumi Fausto Puglisi
Luci Valerio Alfieri
Personaggi e interpreti:
La principessa Turandot Olga Maslova
L’imperatore Altoum Massimiliano Pisapia
Timur Michele Pertusi
Il principe ignoto (Calaf) Gregory Kunde
Liù Rosa Feola
Ping Sergio Vitale
Pang Andrea Tanzillo
Pong Tiziano Barontini
Un mandarino Luca Dall’Amico
Il principe di Persia Andrea Volpini
Prima Ancella Irene Celle
Seconda Ancella Maria Salvini
Orchestra, Coro e Coro di voci bianche del Festival Puccini
Maestro del Coro Marco Faelli
Maestro del Coro di voci bianche Chiara Mariani

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