Trapani: l’Otello Nudo e Crudo del Luglio Musicale

Nella storica cornice estiva del Teatro Giuseppe di Stefano di Trapani è andato in scena, per il Luglio Musicale Trapanese, uno dei titoli più complessi di Giuseppe Verdi: Otello.

Scelta coraggiosissima per un festival che concentra in un tempo assai ristretto importanti produzioni (con relative prove) in millimetrici incastri sostenuti da finanziamenti sempre più esigui come ormai è consuetudine in tutta la penisola.

La regia, affidata ad Andrea Cigni, gode delle congeniali ed efficaci scene di Tommaso Lagattola (che ha firmato anche i costumi): una struttura metallica girevole che ospita l’alternarsi di molteplici ambienti animati dalle luci di Fiammetta Baldiserri.

La visione di Cigni è incentrata sul dramma umano nella sua quotidianità più cruda dove i personaggi agiscono nella più totale nudità esistenziale, scevri da ogni ridondante retorica. In questo modo emergono con disarmante chiarezza, nella stratificazione testuale di Shakespeare-Boito-Verdi (dove Cigni evidentemente propende più per una lettura shakespeariana) le sottili relazioni psicologiche sottese in una dimensione fisica e mentale rivelando in filigrana anche i presunti l’agami morbosi fra Jago e Otello.

Il microcosmo di Cigni, una caserma su un’isola dell’Egeo nella prima metà del Novecento, ruota su se stesso come l’ego dei personaggi, le cui relazioni si intersecano claustrofobicamente fino all’inevitabile tragica risoluzione finale.

Su questa linea s’innesta la concertazione di Andrea Certa il cui gesto geometrico ha messo in luce l’essenzialità della partitura verdiana. Ottimi gli equilibri fra buca e palcoscenico soprattutto laddove alcune voci mancavano del peso necessario.

Sul versante vocale è emersa per qualità vocale, introspezione e intelligenza musicale il soprano Francesca Sassu. La sua Desdemona, lontana dallo stereotipo angelicato e inerme, è una donna matura, consapevole e mai remissiva, in perenne contrasto col «selvaggio dalle gonfie labbra» che in questa produzione appare come un condottiero latino in linea col celebre saggio di Tomasi di Lampedusa.

A indossare i panni di Otello è il tenore Kristian Benedikt, solido nelle parti più spinte, incarna con irruenza il personaggio a scapito delle molteplici sfumature richieste in partitura.

Lo Jago di Angelo Veccia, più fragile e meno mefistofelico (anche in virtù di un peso vocale decisamente più leggero rispetto alle esigenze di scrittura), si inserisce pienamente nel disegno registico sfruttando al meglio i suoi mezzi.

Bene il resto del cast così come il coro istruito dal maestro Fabio Modica.

Ampi consensi da parte del pubblico per un Otello il cui colore boitiano rimane più nel testo che nelle intenzioni.

Gian Francesco Amoroso
(11 agosto 2019)

La locandina

DirettoreAndrea Certa
RegiaAndrea Cigni
Scene e costumiTommaso Lagattolla
LuciFiammetta Baldiserri
Personaggi e interpreti:
OtelloKristian Benedikt
DesdemonaFrancesca Sassu
JagoAngelo Veccia
EmiliaSimona Di Capua
CassioTatsuya Kashi
RoderigoMarco Miglietta
LodovicoAndrea Comelli
MontanoFederico Cavarzan
Un araldoRoberto Agnello
Orchestra, Coro e Corpo di ballo del Luglio Musicale Trapanese
Maestro Del CoroFabio Modica
Maestro del Coro di voci biancheRoberta Caly

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