Trieste Prima ricorda Giampaolo Coral a 10 anni dalla scomparsa

Il 17 febbraio di dieci anni fa lasciava il mondo terreno Giampaolo Coral, il compositore dell’enigma, l’«apolide culturale» come si definì, «che scrive per conoscere e trasformare il futuro». Triestino doc, intellettuale raffinato, pensatore e artista trasversale, tanto colto quanto sensibile e che tutto ha dato alla musica, anche attraverso le grandi passioni della letteratura e della pittura, l’universo mondo della ricerca, del sé e dell’altro. Lo ricorda con un appuntamento speciale, dal titolo “Il Canto Aquileiese prima e dopo la fine del Patriarcato”, il festival internazionale di musica contemporanea Trieste Prima da lui fondato, un appuntamento che sarà trasmesso nel suo giorno anniversario, il 17 febbraio alle ore 21 sul canale YouTube.

Una rassegna, Trieste Prima, che ha brillantemente raggiunto la trentaquattresima edizione, diretta dall’allievo, amico e direttore artistico Corrado Rojac. «È il festival che lo stesso Giampaolo Coral ha fondato nel 1987, unitamente all’associazione Chromas, portando a Trieste una ventata di “nuova musica”. Una musica non semplice da definire, e non semplice da ascoltare. Di ricerca, in due parole, quella che potrebbe essere definita la musica classica dei nostri giorni».

Ricerca, studio, indagine, sono le parole chiave del percorso artistico di Coral che si riverbera nell’appuntamento on-line di Trieste Prima dedicato al canto aquileiese, patrimonio inestimabile la cui vicenda ha disegnato la mappa rituale e musicale sacra di tutto l’alto Adriatico. Relatore sarà l’esperto David Di Paoli Paulovich che investigherà il patrimonio patriarchino tra antichità e modernità.

Una figura di uomo e artista quella di Coral esemplare, che il direttore artistico Rojac, docente anch’egli al Conservatorio Tartini, fisarmonicista e compositore, ricorda con sentimento e riconoscenza: «Ricordarlo come insegnante di composizione significa per me ripercorrere il nostro primo incontro, quando gli portai uno dei miei primi lavori. Diede un’occhiata e disse: “Cerchiamo di fare un po’ di ordine.” La musica a cui mirava doveva portare in sé il segno del Novecento, dell’espressionismo schönbergiano e degli sviluppi che aveva sperimentato a Darmstadt, ad esempio, ma doveva avere anche il coraggio di esprimere un proprio percorso, il percorso di chi, in passato, non si era adagiato nella superficialità in cui la musica si era trovata più volte invischiata».

Non mancano mai nella rassegna, presenti ad ogni edizione, dei momenti musicali dedicati all’esecuzione e all’ascolto dell’opera di Giampaolo Coral, come nell’appuntamento di sabato 20 febbraio alle ore 18 sulla pagina facebook di Chromas, quando verranno eseguiti, oltre a composizioni di Piacentini, Cifariello Ciardi, Rebora, Magnan, Barberian e Morricone, anche brani di Coral dai “Kosovel Lieder” del 2003 su testi di  Srečko Kosovel:  “Človek pred zrcalom”, “Črni zidovi”, “Kons: ABC”, con il Duo Alterno composto dalla voce di Tiziana Scandaletti e il pianista e regista di foto e suoni Riccardo Piacentini. Tutte le informazioni su chromas.it.

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