Udine: Les Siècles e solisti applauditi in programma tutto francese

Il secondo appuntamento musicale della stagione 2018/19 del Teatro Nuovo Giovanni da Udine ha dato voce a tre grandi pilastri francesi fin de siècle. Per questo, niente di meglio che un’acclamata formazione francese, Les Siècles per l’appunto, grande orchestra sinfonica diretta con piglio personalissimo da François-Xavier Roth, con la partecipazione di due grandi maestri della tastiera, il giovane talento pianistico François Dumont e la navigata esperienza dell’organista Daniel Roth. Con un programma esaltante e fragoroso, la Francia è ritornata così il punto d’incontro tra compositori viaggiatori: il belga César Franck, il francese puro Camille Saint-Saëns e il basco francese Maurice Ravel, attraverso opere dalle grandi forme e di corposa sostanza che non è frequente ascoltare.

Sul palcoscenico uno storico grancoda Pleyel per le Variazioni sinfoniche per pianoforte ed orchestra di Franck. Quattro movimenti dove il suono cristallino dello strumento francese, nelle mani volanti di Dumont, fantastico in particolare negli ultimi due tempi (Molto più lento e Allegro non troppo), si è armonizzato idealmente nel controbilanciare con giusto pathos il carattere energico dell’orchestra, nell’evidenziare dinamiche repentine, impasti sonori di grande resa e tempi mobili d’effetto nelle sei articolate variazioni.

Gli applausi, Dumont e orchestra, se li sono meritati doppiamente e con dovizia di lunghi apprezzamenti nel Ravel maturo del Concerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra, dove la levità ed il carattere spumeggiante del capolavoro, emblematico il colpo di frusta all’attacco, distinti nell’intimismo del sublime secondo movimento, l’Adagio Assai, pongono il compositore in sintonia con Mozart e l’immancabile folklore iberico. Virtuosismi distillati nei colori strumentali, dove l’aspetto timbrico e percussivo, con l’emergere dialogante di strumenti solisti rappresentativi, come l’arpa, trova forza armonica nella fantasia sfrenata di un’opera che distilla grinta in ogni suono, fino al rocambolesco Presto finale dalla coda trascinante.

Il bis Dumont, più volte richiamato sul palco assieme al direttore Roth, saltellante sul podio, sicuro di sé e certo di un’orchestra di carattere, lo ho donato con un intimo brano dell’autore che meglio ha restituito il carattere unico e irripetibile della maison di pianoforti Pleyel: Chopin, con la coccolante Berceuse in re bemolle maggiore.

Il fastoso girotondo, come scrive nelle note di sala Gianni Ruffin, del Bacchanale da Samson et Dalila di Saint-Saëns, ha fatto da ponte tra le due opere con pianoforte presentate, attraverso una pala massiccia in quattro tempi, con straordinaria presenza di strumenti percussivi e trame sonore dense, sferzanti, finanche sfrontate. Contrasti, irrequietezze, sbilanciamenti, solennità che hanno trovato infine nella grandiosa Sinfonia n. 3 in do minore con organo dello stesso autore, tutta la carica apocalittica di questa cattedrale sinfonica che coniuga come non prima, le più ardite rivoluzioni stilistiche post romantiche con evocazioni gregorianeggianti di puro misticismo, rinvigorite dalle sacralità dell’organo. Un bis ancora, richiesto da lunghi applausi e chiamate sul palco. Per placare gli animi, un leggero Adagio per archi di un altro francese del periodo: George Bizet.

Alessio Screm
(17 ottobre 2018)

La locandina

Les Siècles
DirettoreFrançois-Xavier Roth
François DumontPianoforte
Daniel RothOrgano
Programma
César FranckVariations symphoniques in fa diesis minore-maggiore per pianoforte e orchestra
Camille Saint-SaënsBacchanale da “Samson et Dalila” op. 47
Maurice RavelConcerto in sol maggiore per pianoforte e orchestra
Camille Saint-SaënsSinfonia n. 3 op. 78 in do minore “Symphonie avec orgue”

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