Venezia: al Palazzetto Bru Zane va in scena il Café-chantant

La chanson da caffè-concerto prende origine, come la mélodie, dalla romance, seguendo però uno sviluppo del tutto diverso anche se per alcuni versi coincidente; la chanson è popolare per sua natura e viene eseguita, cantandola e recitandola, in luoghi che non nascono per lo spettacolo ma che di fatto lo diventano.

Nell’arco poco più di un secolo Parigi vedrà nascere e tramontare decine di cafè-concert, dove al prezzo di una tazza di caffè o di un bicchier di vino si poteva assistere ad  uno spettacolo in cui il canto era solo una parte alla quale si univano recitazione e financo numeri circensi. Tante saranno le stelle della chanson, da Thérèsa, ritratta da Degas e inventrice dello  jodel francese a Yvette Guilbert, da Aristide Bruant, immortalato da Toulouse-Lautrec, a Mistinguette, i cui epigoni saranno Barbara, Jacques Brel e Dalila, solo per citarne alcuni. Varia la natura dei testi, che vanno dalla parodia al macabro passando per argomenti morali e di attualità.

Nella serata, riuscitissima, proposta dal Palazzetto Bru Zane nell’ambito del festival “Jacques Offenbach e la Parigi della musica leggera”, si è volati sulle ali leggere della chanson e ci si è calati nell’atmosfera frizzante dei café-concert grazie ad una formidabile coppia di esecutori.

Rodolphe Briand è più di un tenore e Vincent Leterme è più di un pianista. Insieme formano un impareggiabile duo capace di far rivivere il repertorio dell’epoca d’oro della chanson con verve coinvolgente tanto da far divertire allo stesso modo sia chi fra il pubblico padroneggia la lingua sia chi ne è digiuno.
In una carrellata frenetica di pezzi, veri duetti nei quali al canto si intrecciano dialoghi sapidi fatti di doppi sensi e allusioni Briand, con la sua intonatissima voce di haute-contre, e Leterme, alter ego perfetto al pianoforte, hanno brillato in pezzi come l’iniziale Ça m’agace, di Émile Etterling/Ernest Bourget,dove la ripetizione variata negli accenti  del refrain crea da sé l’elemento comico. Strepitosa Elle était souriante, di Raul Georges/Edmond Bouchaud, le doti canore e attoriali di Briand si rivelano ancora una volta coinvolgenti.
Gradevoli anche le più meditative Du Pays Tourangeau e Malheureuse Adèle, entrambe di Claude Terrasse/Franc-Nohain, nelle quali fa comunque capolino una vena di sottile sarcasmo.
Ovazioni per il gran finale con La Mascotte: Duo de Bettina et Pipo, di Edmond Audran/Henri Chivot,Alfred Dru, con Briand a interpretare la donna vogliosa e l’uomo ritroso grazie al viso truccato a metà e una parrucca femminil-maschile.

Pubblico galvanizzato e successo pieno; tre i bis, fa cui la bellissima La pêche à la baleine di Jacques Prévert e Vladimir Kosma, a sottolineare quanto la chanson sia viva e vitalissima anche nel Novecento.

Alessandro Cammarano
(9 ottobre 2018)

La locandina

Café-concert
J’aime pas les concerts! Mais j’prendrais bien un café…
Rodolphe Briand Tenore
Vincent Leterme Pianoforte

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