Verona: Aida risplende d’oro e di stelle

Undicesima rappresentazione di Aida per questo 96° Opera Festival all’Arena di Verona. L’allestimento proposto è quello ideato nel 2002 da Franco Zeffirelli che ne ha curato Regia e Scene. Gradito il ritorno delle coreografie originali di Vladimir Vasiliev, che restituiscono la piena centralità alla figura della sacerdotessa Akmen, personaggio ideato da Zeffirelli stesso a cui è affidato il compito di guidare lo spettatore lungo la narrazione degli eventi.

Una monumentale struttura piramidale rotante domina la scena. Ai due lati di quest’ultima due grandi scalinate, alla cui base troviamo tre coppie di sfingi a guardia del tempio di Fthà.

L’oro domina in tutte le sue forme, dai pannelli che ricoprono uniformemente le scene, agli stendardi, ai tessuti riccamente ornati dei costumi di Anna Anni; tutto trasuda opulenza, appagando lo sguardo e le aspettative degli spettatori più esigenti. Fortunata la ripresa della regia in cui il movimento piuttosto limitato della scena è bilanciato da figuranti e danzatori che, abilmente diretti, riescono in uno spazio piuttosto limitato a muoversi con disinvoltura ed eleganza.

Sul piano musicale la direzione muscolare di Daniel Oren fornisce il giusto piglio all’opera. Senza trascurare la morbidezza e il trasporto delle scene più intime il direttore è presente in tutta la rappresentazione, intessendo un ottimo rapporto tra buca e palcoscenico.

Con questo presupposto l’Orchestra dell’Arena di Verona da buona prova di sé, In linea con il Coro preparato da Vito Lombardi coeso anche nei frangenti più problematici dettati dalla vastità del palcoscenico areniano.

La voce seppur lievemente affaticata dall’intenso calore estivo del Radamès di Gregory Kunde, stupisce per estensione e capacità di modulazione; segno di grande esperienza e di doti canore indiscutibili.

Maria José Siri è la punta di diamante della serata. Con una linea di canto pulita e piacevole in acuto il soprano disegna un’Aida dolce ma ferma negli intenti, completamente a suo agio sul palcoscenico.

Qualche piccolo problema di fraseggio non ha per nulla oscurato la serata di Judit Kutasi. Il mezzosoprano dalla voce ricca e corposa, controlla il suo imponente strumento con apparente semplicità.

Il baritono originario della Mongolia Amartuvshin Enkhbat continua a dare buona prova di sé attirando sicuramente l’attenzione per il suo timbro tornito e la sua buona proiezione. Malgrado qualche insicurezza nelle agilità interpreta un Amonasro pienamente convincente.

Buona prova anche per il gran sacerdote Ramfis (Marko Mimica), il Re (Romano Dal Zovo) e per il messaggero (Carlo Bosi) che completano il cast di assoluto rispetto di questa Aida, che regalato al pubblico una serata indimenticabile ripagata da calorosi applausi al termine della recita.

Matteo Pozzato
(7 agosto 2018)

La locandina

Direttore Daniel Oren
Regia e Scene Franco Zeffirelli
Costumi Anna Anni
Coreografia Vladimir Vasiliev
Personaggi e interpreti:
Il Re Romano Dal Zovo
Amneris Judit Kutasi
Aida Maria José Siri
Radamès Gregory Kunde
Ramfis Marko Mimica
Amonasro Amartuvshin Enkhbat
Un messaggero Carlo Bosi
Sacerdotessa Arina Alexeeva
Primi Ballerini Beatrice Carbone, Petra Conti, Mick Zeni
Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici Dell’Arena di Verona
Maestro del Coro Vito Lombardi

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