La Turkish National Youth Orchestra con Costanza Principe a Verona. Un altro Punto di vista.

Teatro Filarmonico di Verona esaurito per l’anteprima che ha aperto il 26° Settembre dell’Accademia. C’era da ascoltare la Turkish National Youth Orchestra, giovane complesso per il 75% tutto al femminile, che ha confermato le brillanti qualità già espresse due anni fa nello stesso teatro.

Nella prima parte del corposo programma erano compresi il fascinoso brano di Borodin Nelle steppe dell’Asia e il Terzo Concerto in re minore di Rachmaninov, un autore che se affidato ad un buon pianista funziona sempre da solo. Ne è stata di fatto un’abile protagonista, la diafana milanese Costanza Principe, graziosa e bravina per quello che basta. Suona bene e qualche buona intenzione non le manca mai. Si può senz’altro apprezzare la sua rinuncia a gonfiare i suoni -e non è poco conoscendo molti interpreti alle prese con Rachmaninov- mantenuti dentro un’accentazione tutta di braccio: forse la sua qualità più interessante. Un Rachmaninov abbastanza apprezzabile e brillante, giocato su un magnifico Fazioli grancoda, anche se il terzo tempo, con la sua bellissima e famigerata melodia, non è stato dello stesso charme incantatorio degli altri due. Ai vibranti applausi di un attentissimo pubblico, la Principe ha concesso come bis un Moments Musicaux ancora di Rachmaninov.

Nella seconda parte della serata spazi interamente affidati all’orchestra, con il Don Juan op. 20 di Richard Strauss e le Variazioni Sinfoniche op. 78 di Dvorak, una delle sue opere più originali, dal sound tipicamente danubiano. Il direttore Cem Mansur li ha restituiti con una lettura ricca di idee interessanti, accordando l’eleganza del disegno complessivo con la minuzia illustrativa dei singoli episodi, la solida tenuta dell’insieme con la fantasia dei tempi e dei fraseggi. Esecuzione apprezzabilissima per il nitore complessivo della polifonia, splendidamente fuso con la pienezza sinfonica delle sonorità orchestrali, anche se se la giovane orchestra turca dispone di una gamma di colori più ristretta rispetto a quella di altre più titolate orchestre (vedi le finlandesi). Limiti riscontrabili sul piano della ricchezza timbrica dove i turchi non possono certo competere con le tante incisioni realizzate dalle maggiori orchestre europee e americane, dove però si sono distinti, la precisione e l’entusiasmo. Successo indiscutibile del concerto con calorosi applausi al termine e bis di prammatica concessi con generosità: la Sinfonia da La forza del destino di Verdi e la Suite n° 2 dall’Arlesienne di Bizet.

Gianni Villani

(Verona, 3 settembre 2017)

La locandina

PianoforteCostanza Principe
DirettoreCem Mansur
Turkish  National Youth Orchestra
Programma
Sergeij Rachmaninov
Concerto per pianoforte e orchestra in Re minore n. 3 op. 30
Richard Strauss
Don Juan op. 20
Aleksandr Borodin
Nelle steppe dell’Asia Centrale
Antonín Dvořák
Variazioni Sinfoniche op. 78
Bis
Sergeij Rachmaninov
Momento Musicale op. 16 n.2
Giuseppe Verdi
La forza del destino, Sinfonia
Georges Bizet
Farandole

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