Verona: Mischa Maisky inaugura trionfalmente la stagione al Ristori

Grande apertura di stagione per il Teatro Ristori con un grande interprete del concertismo internazionale come Mischa Maisky, che ha fatto esaurire il teatro a dimostrazione che la sua fama di virtuoso è ancora molto viva fra il pubblico.

La serata si è contraddistinta per la sua dedica ad Haydn con la sua Sinfonia n°49 “La Passione” e col Primo Concerto in do maggiore per violoncello. E nella ripresa, a Ciajkowskij per le Variazioni su un tema rococò e l’Andante Cantabile (come primo bis), completate a metà concerto da quella delicata preghiera ebraica che è l’Adagio Kol Nidrei di Bruch.

Partiture che Maisky ha incontrate spesso (ed inciso) in diverse altre occasioni, dove il concerto di Haydn gli ha concesso di mettere in mostra le sue risorse di magnifico strumentista, dal controllo tecnico impeccabile, spinto fino a punte di autentica ostentazione virtuosistica come nel vorticoso Allegro molto che chiude la pagina. Il suo violoncello si è distinto per un timbro di grande omogeneità, caldo e pieno nel registro grave, suadente e rotondo in quello acuto: caratteristiche che lo hanno reso particolarmente idoneo all’esecuzione della pagina con la sua ampia estensione e la sua brillantezza virtuosistica.

Alla cifra sontuosa della sua esecuzione I Virtuosi Italiani hanno concorso con ammirevole lindore formale e qualità di suono, ripetutesi nella seguente parentesi del Kol Nidrei, dove Maisky ha saputo sfoderare suoni toccanti per delicatezza, regalando momenti di grande musicalità, elegante e rastremata come solo i grandi interpreti di scuola nordica sanno offrire, con sfumature di colore quanto mai varie ed estreme.

Ogni parte si è rivelata morbida, cantabile, attenuata in un gioco espressivo mai diventato stucchevole e manierato, perfino in una raffinata ricerca calligrafica sulle qualità di uno strumento che non lascia poi per strada coesione strutturale e drammaticità d’espressione.

Le Variazioni su un tema Rococò di Ciajkowskij, ricevono infine una lettura di grande eleganza espressiva, che punta sull’aspetto salottiero e disimpegnato piuttosto che di indagarne gli aspetti romantici dell’armonia e dell’accompagnamento strumentale. L’organico orchestrale ridotto de I Virtuosi ha favorito un ottimo dialogo col solista, spigliato e deuteragonistico, ai completi antipodi di certe super esaltate edizioni discografiche.

Mischa Maisky ci ha offerto ancora un saggio rilevante della sua abilità esecutiva e del suo valore interpretativo, dipanando le partiture in programma con ricercatezza e flessibilità, anche nei passaggi più insidiosi e virtuosistici, come in quelli più meditativi o lirici dove ha potuto dimostrare sensibilità e calore. Il risultato finale è stato di un pieno e strabiliante successo, salutato da altissimi consensi del pubblico (oltre dieci le chiamate per il violoncellista) che ha potuto godere di altri due bis, di Bach. Serata ad alta temperatura che ha deposto a favore di un inizio stagione promettentissimo per il Teatro Ristori.

Gianni Villani

La locandina

Mischa MaiskyVioloncello
I Virtuosi Italiani
F. J. Haydn
Sinfonia n. 49 in fa min. “La Passione” Hob: I:49
F. J. Haydn
Concerto n. 1 in do maggiore per violoncello ed orchestra, Hob:VIIb:1
M. Bruch
Kol Nidrei, Adagio su melodie ebraiche per violoncello e orchestra, Op. 47
P. I. Cajkovskij
Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra, op. 33

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