Verona: Una Vedova non allegrissima

La Fondazione Arena di Verona riprende il fortunato, ma alla luce dei fatti un po’ decotto, allestimento triestino de La vedova allegra firmato da Gino Landi, autentica gloria del varietà televisivo degli anni d’ oro, il quale firma anche le coreografie.

Nella versione italiana di Landi i milioni della vedova, essenziali per la salvezza del Pontevedro, sembrano non contare tanto quanto le corna di tutti gli altri personaggi, corna alle quali si allude continuamente pressoché in tutti i dialogh. I movimenti sono fluidi, continui, così come si addice all’ operetta, alla quale si richiede non un solo attimo di respiro, se non nei momenti più squisitamente romantici, che il regista-coreografo tratta comunque col giusto garbo.

Ben progettate le scene di Ivan Stefanutti, che si affida ad un appropriato kitsch, nel quale ad un’ambasciata pontevedrina quasi austera, a ricordarci le sgangherate finanze dello stato cui appartiene, seguono il giardino di villa Glawari che sembra un festival di pasticceria architettonica, tanto grande è il guazzabuglio di stili e di elementi ed infine uno Chéz Maxim casalingo, con tanto di cancanettes e grisettes di Pigalle. Ben realizzati risultano rapidi cambi a vista delle scene, grazie all’impiego di pannelli mobili e di impeccabili valletti che spostano divani, piante, tavolini e paraventi.

Gradevoli i costumi di William Orlandi, il quale dà giustamente sfogo alla fantasia soprattutto nelle chiassose mises delle grisettes.

Ben eseguite le coreografie, con i danzatori che appaiono di continuo, anche troppo, ad animare la scena. Da ricordare che nel terzo atto sono stati aggiunti brani da Gaité parisienne di Offenbach, togliendo continuità alla musica di Léhar, che con la Vedova firma uno dei più grandi capolavori del Novecento.

Sergio Álapont è un vero mago: col tocco fatato della sua bacchetta riesce ad assopire qualsiasi slancio, addormentando il ritmo, ipnotizzando la melodia e facendo precipitare tutto in sonno privo di sogni. Prova anche ad imbambolare i cantanti i quali, fortunatamente, non cedono all’incantesimo e appena possono si prendono i loro tempi. L’Orchestra cerca anch’essa di sfuggire all’incantesimo tentando sortite di maggior brio, ma viene rapidamente ricacciata nel grigiore ovattato imposto dal mago.

Elisa Balbo tratteggia una Hanna Glawari del tutto credibile, a partire da una linea di canto sicura sulla quale si sviluppa un fraseggio ricco e ben colorato.

Convince del tutto il Conte Danilo di Enrico Maria Marabelli, voce chiara e generosa che si plasma duttilmente al ruolo, reso con bella misura ed esente da inopportuni macchiettismi.

Lucrezia Drei conferisce alla sua Valencienne il giusto brio ma anche una vena di insolita riflessività e Francesco Marsiglia risolve con gran buon gusto e vocalità sicura, oltre che senza languori posticci, il non agevole ruolo di Camille de Rossillon.

Bravo Giovanni Romeo nei panni del Barone Zeta e bravissimo Stefano Consolini, St. Brioche di gran lusso.

Non sfigurano, anzi, Francesco Paolo Vultaggio, Cascada, il Kromow sempre di corsa di Andrea Cortese, Nicola Ebau, Pritschitsch e Daniele Piscopo, Bogdanowitsch, così come risultano del tutto corrette Serena Muscariello, Sylviane, Laura Rotili, Olga peripatetica e Francesca Paola Geretto, Praškowia.
Marisa Laurito è una Signorina Njegus mercuriale e dalla comicità a tratti irresistibile.
Bene il Coro, preparato da Vito Lombardi e bravo il Corpo di ballo, coordinato da Gaetano Petrosino.

Risate, applausi e successo pieno.

Alessandro Cammarano

(Verona, 19 dicembre 2017)

La locandina

Direttore d’orchestra Sergio Alapont
Regia e Coreografia Gino Landi
Regia ripresa da Federico Bertolani
Scene Ivan Stefanutti
Costumi William Orlandi
Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino
Barone Mirko Zeta Giovanni Romeo
Valencienne Lucrezia Drei
Conte Danilo Danilowitsch Enrico Maria Marabelli
Hanna Glawari Elisa Balbo
Camille De Rossillon Francesco Marsiglia
Visconte Cascada Francesco Paolo Vultaggio
Raoul De St. Brioche Stefano Consolini
Bogdanowitsch Daniele Piscopo
Sylviane Serena Muscariello
Kromow Andrea Cortese
Olga Lara Rotili
Pritschitsch Nicola Ebau
Praškowia Francesca Paola Geretto
Njegus Marisa Laurito
Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona
Maestro del Coro Vito Lombardi

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