Verona: un’Arena gremita per Bolle e i suoi Friends

Po-popo-po-popoo-poooo… Sul riff d’apertura di Seven Nation Army dei White Stripes (più che popolare in Italia dai mondiali di calcio 2006) vediamo apparire, stile Rocky Balboa prima di salire sul ring, Roberto Bolle in accappatoio sui grandi monitor laterali all’immenso palco areniano, parte dell’essenziale scenografia – solo qualche quinta e nulla di più – che lascia rivelarsi in tutta la sua bellezza la nuda pietra dell’anfiteatro romano.

Il pubblico tiene subito il ritmo con le mani e, in meno di un minuto, scompare dallo schermo ed emerge dall’arco centrale in una luce fumosa e accecante il nostro protagonista, finalmente in carne ed ossa, che mima una sorta di riscaldamento a suon di tours à la seconde. L’Arena di Verona, piena, esplode. Nel boato di grida e applausi il warm-up della serata è bell’e fatto.

Il pubblico è caldo, pronto ad accogliere un programma che alterna i cavalli di battaglia del format ‘bollerino’ a pezzi un po’ meno frequentati del repertorio ballettistico.

Lo spettacolo fin da subito si rivela azzeccato: infatti anche un noiosissimo (sulla carta) pas de deux di Coppelia si trasforma in una lezione di tecnica e interpretazione per merito del duo Misa Kuranaga e Angelo Greco, entrambi principal del San Francisco Ballet ed entrambi attesi ritorni nel cast del gala. Forte e sicuro Angelo, precisa ed espressiva Misa. Iniziamo col piede giusto.

Segue Bach Duet di William Forsythe su musica, appunto, di Bach: ora gli interpreti sono Bolle con la solista del Ballett Zürich Elena Vostrotina, magnetica rossa (che Sansa Stark, spostati!) dalle linee agili e lunghissime. Impossibile scollare gli occhi. Forsythe è suo, tanto che nella seconda parte, sempre in coppia con Roberto, tornerà per il famosissimo passo a due di In the Middle Somewhat Elevated su musica di Thom Willems in collaborazione con Lesley Stuck. Splendido, sarà poi che risulta tra le coreografie preferite da chi scrive, memore dell’interpretazione di una mitica Sylvie Guillem in caschetto nero…

Ma, tornando alla prima parte, la terza proposta conferma Daniil Simkin re assoluto dei salti e dei tours nel panorama contemporaneo della danza. Un grillo, a tratti acrobata, magistrale anche nella teatralità del personaggio, per un pezzo iconico quale Les Bourgeois di Ben Van Cauwenbergh, che nella sua interpretazione non ci stancheremmo mai di vedere all’aperto o al chiuso, anno dopo anno.

Pulizia, misura, precisione e tecnica impeccabile caratterizzano poi l’esecuzione del virtuosistico Grand Pas Classique, classico dei classici coreografato nel 1949 da Victor Gsovskij su musica di Daniel-François Auber, da parte della coppia nell’arte e nella vita Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, primi ballerini del Teatro alla Scala che abbiamo recentemente apprezzato nella Bella Addormentata di Nureyev proprio al Piermarini. Variazione maschile ottima, quanto pregevole la batteria nella coda; non da meno la variazione femminile, notevole per gli equilibri e la resistenza richiesta dall’impegnativa diagonale.

Chiude la prima parte della serata Opus 100 – für Maurice, la centesima creazione di John Neumeier, nata in dedica a Maurice Béjart per il suo settantesimo compleanno e composta su due struggenti rock ballads di Simon & Garfunkel. Tra i pezzi di punta di Roberto Bolle in coppia con Alexandre Riabko, conferma, come già emerso nelle precedenti edizioni, una grande intesa che esalta le migliori caratteristiche di entrambi i danzatori.

Apre quindi il secondo atto, in un crescendo di meraviglia, il passo a due Serenata da Cantata di Mauro Bigonzetti, su musica di Amerigo Ciervo: a proporla una delle sue interpreti “storiche”, fin dai tempi dell’Aterballetto, Stefania Figliossi, insieme a Bolle. Lei un concentrato di energia, lui il suo sicuro porteur. Ottima intesa, ottima performance, così come per la seconda proposta di Kuranaga e Greco: Soirées Musicales, lavoro di Helgi Tomasson su musica di Britten, dove il lirismo e la danza accademica si fondono indissolubilmente.

E l’apoteosi si tocca con la stella dello Staatsballet Berlin e dell’ABT Simkin, applauditissimo mattatore dell’Arena insieme alla vulcanica georgiana Maia Makhateli, principal del Dutch National Ballet. Eleganza, tecnica e precisione acrobatica per il loro spumeggiante pas de deux dal III atto di Don Chisciotte secondo Petipa, caratterizzato da salti vertiginosi, aplomb incredibili, fino ai pirotecnici fouettes femminili della coda che vedono la Makhateli aprire e chiudere il ventaglio tra un giro e l’altro. Qui la danza classica raggiunge la sua massima espressione. Il pubblico impazzisce e solo ovazioni riempiono l’anfiteatro per minuti. Spettacolo puro!

Ma non è finita qui. Conclude l’avveniristico solo di Roberto Bolle Waves, creato da Massimiliano Volpini su una composizione del fondatore dei Subsonica ‘Boosta’ (al secolo Davide Dileo) unita alla celebre Gymnopedie di Erik Satie. Quest’ultimo pezzo offre l’immancabile componente tecnologica che contraddistingue la firma di Bolle per i suoi gala e rivela l’intento più volte dichiarato dall’étoile di integrare l’innovazione tecnologica all’arte della danza. Ci viene quindi presentato un futuristico essere umano generato da un fascio laser, luce che subito ne diventa l’incubatrice e la gabbia; l’uomo, che si rende conto di essere confinato, tenta una ribellione dalla costrizione opprimente e ingaggia una battaglia che lo vedrà, alla fine, dominatore e vincitore. Una suggestione per riflettere sull’uso sempre più invasivo della tecnologia e sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale? Forse sì, forse no.

Resta comunque il fatto che l’accoglienza del pubblico è totale, le acclamazioni sfociano in un battito di piedi generale e la serata, che replicherà la sera successiva, si conferma ancora una volta un successo. In definitiva, uno dei migliori Bolle and Friends cui abbiamo assistito.

E i ballerini ringraziano con un bis di saluti coreografati a ritmo di swing, omaggio al mitico Bob Fosse, padre del musical… All that jazz, guys, lo spettacolo non finisce mai.

Tania Cefis
(16 luglio 2019)

La locandina

Roberto Bolle & Friends 2019
Cast:
Roberto Bolle
Teatro alla Scala, Milano
American Ballet Theatre, New York
Timofej Andrijashenko
Teatro alla Scala, Milano
Stefania Figliossi
Guest Artist
Angelo Greco
San Francisco Ballet, San Francisco
Misa Kuranaga
San Francisco Ballet, San Francisco
Maia Makhateli
Dutch National Ballet, Amsterdam
Nicoletta Manni
Teatro alla Scala, Milano
Alexandre Riabko
Hamburg Ballett, Amburgo
Daniil Simkin
Staatsballett Berlin, Berlino
American Ballet Theatre, New York
Elena Vostrotina
Ballett Zürich, Zurigo

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