Vicenza: L’umanità del pianoforte di Lilya Zilberstein

Se avessimo un solo aggettivo per definire il programma del concerto di Lilya Zirberstein, giunta a sostituire il previsto Murray Perahia per l’ultimo concerto della stagione della Società del Quartetto, sceglieremmo di usare l’intraducibile gemütlich, che sta a significare un misto di piacevole calore e di appagamento intimo.

La pianista moscovita, in un’epoca di pianisti sovrumani sembra farsi, ed a ragione, un vanto della sua assoluta umanità; il suo approccio alla pagina vive di un rispetto che a tratti potrebbe apparire ritroso e che invece si apre a dipingere acquerelli sonori di trasparente intensità. Non una nota va perduta nel tocco leggero eppure deciso della Zilberstein, che fraseggia in trasparenza lasciando intuire più che a svelare le trame sulle quali tesse orditi impalpabili.

Lo Schubert dei Moments musicaux op. 94 D780 trova una resa straordinariamente vivida, lontana anni luce da qualsiasi tentazione a scivolare nel gusto Biedermeier che ha lungamente afflitto un impaginato ricco invece di raccolta meditazione, serena e tutt’altro che vuota. La presa di suono è improntata alla morbidezza e il pedale, accorto a non cedere ad impasti zuccherosi, prolunga con oculatezza.

Una percussività appena accennata, ma presentissima a sostenere la linea melodica, caratterizza l’esecuzione di quattro dei dodici Lieder di Schubert che Franz Liszt trascrisse, “smontandoli” per ricomporli in forme tanto rispettose quanto personali: la parafrasi dà vita a musica nuova, richiama senza emulare.

Se in Der Wanderer la Zilberstein opta per una lettura imperniata sulla drammaticità degli accenti, nelle successive Ständchen e Gretchen am Spinnrade è la meditazione serena a prevalere, mentre in Auf dem Wasser zu singen si ritrova una gioia di vivere appena velata di malinconia.

È un Beethoven poco più che ventenne quello delle 24 variazioni sull’arietta “Venni amore” di Vincenzo Righini, eseguite con piglio solare ed attenzione estrema al ritmo su cui poggia un fraseggio apollineo che si addice pienamente all’impaginato.

I Moments musicaux op. 16 di Rachmaninov concludono il programma con un’ulteriore attenzione all’intimità e in una sorta di circolarità che riporta all’inizio della serata; qui la solista trova le sue origini, mettendo in risalto la componente popolare russa, elemento fondante dei sei Momenti, esaltandone al contempo il virtuosismo che li caratterizza.

Pubblico ammaliato, successo pieno e nessun bis.

Alessandro Cammarano

(Vicenza, 28 maggio 2018)

La locandina

Lilya Zilbersteinpianoforte
Programma
Franz Schubert
Sei Moments Musicaux op. 94 D780
Franz Liszt

Dalla trascrizione di 12 Lieder di Franz Schubert
Der Wanderer, Ständchen, Gretchen am Spinnrade, Auf dem Wasser zu singen

Ludwig van Beethoven
24 Variazioni sull’arietta “Venni Amore” di Vincenzo Righini
Sergej Rachmaninov
Moments musicaux op.16

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