Vicenza: Tutto Händel per i vent’anni della Venice Baroque Orchestra, con una superba Magdalena Kožená

Un complesso barocco fra i più conosciuti ed apprezzati a livello internazionale, una cantante mosntre, un luogo evocatore di atmosfere non replicabili altrove. Questi gli ingredienti perfetti che contribuiscono a creare una serata che ha riservato al pubblico non poche emozioni.

La Venice Baroque Orchestra festeggia al Teatro Olimpico, invitata dalla Società del Quartetto di Vicenza, i suoi primi vent’anni di attività con un concerto tutto dedicato a Händel, affidandosi tra l’altro alla voce ed alla personalità di Magdalena Kožená, barocchista di vaglia ma anche liederista raffinata.

Il Teatro Olimpico è cornice ideale per l’opera barocca, nella quale Grecia e Roma tornano sovente, ma può essere nemico di voci e strumenti per via della temperatura e dell’umidità. Una sfida, soprattutto se all’Olimpico si suona e si canta per la prima volta: il complesso veneziano e la Kožená vincono la sfida ed il loro debutto sulla scena scamozziana è decisamente dei più felici. Gli archi trovano praticamente subito l’intonazione che, con qualche riaccordatura, inevitabile per gli strumenti barocchi, risulta sempre perfetta e il mezzosoprano moravo, dopo un attimo di comprensibile tensione si scioglie in un fraseggiare rigogliosamente appassionato ed al contempo rigoroso nello stile, sempre rispettosamente osservante della corretta prassi esecutiva.

Il suono della Venice Baroque Orchestra, che Marcon dirige al cembalo come di consueto, sembra essersi tornito negli anni pur senza mai che la magnifica leggerezza che contraddistingue da sempre le sue esecuzioni venga meno. I tre Concerti Grossi in programma, il n. 2 in Si bemolle maggiore dell’op. 3 HWV 313, il n. 1 in Sol maggiore dell’op. 6 HWV 319 e il n. 4 in La minore dell’op.6 HWV 322, sono tutti eseguiti sull’onda di slanci dinamici e ritmici di grande fascino sui quali la linea melodica trova il sostegno necessario ad espandersi in una narrazione ricca di colori. Il più riuscito ci è sembrato quello in La minore (uno dei vertici della produzione haendeliana), nel quale le arditezze armoniche e contrappuntistiche guardano ad un futuro di là da venire.

Ottima anche l’esecuzione dell’ouverture dell’Ariodante, nervosa ma non concitata, a far intravvedere ciò che riserverà l’opera.

Quella fra Magdalena Kožená e la Venice Baroque Orchestra è una frequentazione di vecchia data e lo si intuisce da subito; tra la cantante ed il direttore basta un o sguardo per intendersi, trovando immediatamente la misura della frase e di fatto respirando insieme.

La Kožená appartiene alla categoria “cantanti intelligenti”: la voce non è grande ma risulta gradevole nel timbro ed è capace di plasmarsi duttilmente alle agilità per distendersi nei momenti più squisitamente meditativi.

“L’angue offeso mai riposa”(Giulio Cesare) è affrontata con certa qual circospezione, quasi a volersi sincerare dell’acustica, spesso traditrice, dell’Olimpico, ma già dalla successiva “Ogni vento c’al porto lo spinga” la voce si dispiega sicura procede in un crescendo che culmina in due punti altissimi, ovvero un “Venti turbini” perfetto nelle agilità e “Pensieri, voi mi tormentate”(Agrippina) nella quale la Kožená, musicalissima, coglie con acume ogni singola sfumatura del testo legandola ad un canto di rara espressività.

Il pubblico gradisce, applaude con crescente convinzione ed alla fine tributa una meritata ovazione all’Orchestra, a Marcon e alla Kožená, ed è a sua volta ringraziato dagli interpreti con un bis vivaldiano, “Solo questa guancia bella” da La Verità in cimento.

Alessandro Cammrano

(Vicenza,1 settembre 2017)

La locandina

DirettoreAndrea Marcon
MezzosopranoMagdalena Kožená
Venice Baroque Orchestra
Programma
Georg Friedrich Händel
Concerto grosso in Si bemolle maggiore op. 3 n. 2 HWV 313
“L’angue offeso mai riposa (Giulio Cesare in Egitto)
“Ogni vento c’al porto lo spinga”(Agrippina)
Concerto Grosso in Sol maggiore op. 6 n. 1 HWV 319
“Cara sposa”(Rinaldo)
“Venti, turbini” (Rinaldo)
Ouverture da Ariodante, HWV 33
“Verdi prati” (Alcina)
“Se pietà di me non senti” Aria dal secondo atto di Giulio Cesare in Egitto
Concerto Grosso in La minore op. 6 n. 4 HWV 322
“Pensieri, voi mi tormentate”(Agrippina)
“Dopo notte atra e funesta” (Ariodante)
Bis “Solo quella guancia bella” (Vivaldi, La Verità in cimento)

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