Gorizia: Renna e Dionisi si aggiudicano il Concorso “Seghizzi”
Mettendo in palio un montepremi complessivo di diecimila euro, la ventitreesima edizione del Concorso Internazionale di Canto Cameristico “Seghizzi” per voce e pianoforte, tenutosi a Gorizia nella sede, appena rinnovata della storica Associazione Corale Goriziana “C. A. Seghizzi” di Corso Verdi 85, si è conclusa domenica sera assegnando al duo formato da Maria Olimpia Renna, soprano, classe 2006, marchigiana, e dalla pianista Caterina Dionisi, classe 2000, marchigiana, pure lei, il primo Premio di euro 4.000,00, targa e diploma. Alle due indiscusse vincitrici di questa edizione del Seghizzi saranno inoltre affidati un concerto premio offerto dall’Associazione organizzatrice nell’ambito del circuito “Quinta Giusta”, ossia la rete di concerti dei premiati ai concorsi internazionali organizzati in Friuli Venezia-Giulia, – una vetrina d’indubbio prestigio, – più un concerto premio offerto da Storica Società Operaia di Pordenone nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027 con premio di studio di € 1.000,00 e un concerto offerto dall’Associazione Piccolo Opera Festival del FVG nel cartellone 2027 con ulteriore premio studio di € 1.000,00.
Ultime a esibirsi nella decisiva prova pomeridiana del Concerto di gala di domenica sera, cui abbiamo assistito, le due giovani musiciste marchigiane hanno dimostrato grande affiatamento e nervi d’acciaio; il loro programma, iniziato con un omaggio al Genius loci Augusto Cesare Seghizzi in una brillante esecuzione de “La Maliziosa”, è proseguito con due Lieder di Schumann, con due delle meravigliose Quatre Chansons de jeunesse di Debussy. e nell’aguzza tessitura di Pierrot il soprano s’inerpica con disinvolta nonchalance e intonazione adamantina – per chiudersi nel nome di Richard Strauss con i Drei Lieder der Ophelia, op. 67.
La giuria internazionale formata da illustri musicisti come il tenore Christoph Prégardien (Germania), – indimenticabile il suo Liederabend genovese per la GOG cui ebbi la fortuna di assistere una ventina d’anni fa, per non dire del suo impeccabile Tito mozartiano all’Opéra di Parigi, – dalla non meno illustre Vivica Genaux, mezzosoprano dall’agilità acrobatica (USA), dal soprano Zita Váradi, docente di chiara fama (Ungheria) e da Federico Pupo, Direttore artistico del Teatro Carlo Felice di Genova (Italia) e presieduta da Eddi De Nadai (Italia), Direttore Artistico del concorso, ha inoltre assegnato il secondo premio al duo voce e pianoforte formato da Sora Ehi, baritono giapponese, classe 2000 in coppia con la rumena Iarina Stefania Margarit (2000) e il terzo premio alla voce, importante, del soprano ungherese Laura Krizstina Gögh (2003) accompagnata dal Maestro Gabor Alzsásky.
Per i primi tre classificati il Comitato Organizzatore s’impegna a promuovere il risultato conseguito presso enti musicali, concertistici e culturali italiani ed esteri e alla stampa, affinché possano ottenere adeguati ingaggi concertistici.
Il quarto premio è andato inoltre al duo italiano voce e pianoforte Elsa Biscari (1998), soprano, e al pianista Dario Falcone (2000), brillanti esecutori dei rari Funeral blues e Johnny Calypso scritti da Benjamin Britrten nel 1937 e ancora godibilissimi, il quinto alla voce cinese del baritono Yikai Ku (1999) accompagnato dal Maestro Daniele Bonini e il sesto premio al duo voce e pianoforte formato dal soprano spagnolo Julia Valero (1993) e dal pianista tedesco Johannes Pierre Bettac(1999) che a nostro avviso avrebbero meritato di più.
Detto questo, va riscontrato come la spettrale Gorizia passi quasi sotto silenzio una manifestazione di questo calibro, con un parterre di giurati da capogiro e un livello medio di candidati molto alto che ha evidenziato la qualità di un Concorso dedicato al canto da camera unico in Italia. Alle prove finali in platea eravamo pochi ma buoni, ed è stato un piacere esserci non foss’altro per aver ritrovato dopo anni che non ci vedevamo l’amico Vincenzo De Vivo, ci conosciamo da una vita. Lunga vita al Concorso internazionale di canto cameristico Seghizzi e al suo Direttore artistico, che meriterebbero molta più attenzione e considerazione e non solo le medaglie e il riconoscimento del Presidente della Repubblica.
Rino Alessi





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