Bella non si può dire che fosse. No davvero. Pauline non era bella; spalle curve, occhi sporgenti, lineamenti forti: era abbastanza bruttina, ma di una bruttezza attraente. Heinrich Heine la paragonava a un mostruoso paesaggio esotico.

Quando lo incontravi, a Venezia o altrove, sul lavoro o semplicemente per caso, potevi stare certo che dopo i convenevoli Mario Messinis ti avrebbe guardato di sottecchi, con quel suo sguardo allo stesso tempo penetrante e sornione, e poi avrebbe dato il segnale dell’inizio dei discorsi seri, sempre allo stesso modo: «Allora…».

Siena, Palazzo Bernardi, settembre 1758. Alle prime luci del giorno Senesino in poltrona prende il tè coi biscottini imburrati, masticando cautamente come i vecchi. Il Bambino gioca coi costumi appesi…

Le unioni felici esistono e il Festival Settecenovecento – nato dalla collaborazione delle tre istituzioni musicali storiche che operano a Rovereto – festeggia la sua quarta edizione vincendo, insieme ad altre manifestazioni che animano l’estate, l’emergenza Covid studiando luoghi e percorsi che consentano la massima sicurezza e la migliore fruibilità.

l metodo di lavoro che Muti trasmette, infatti, e che possiede anche grazie all’insegnamento di illustri maestri come Antonino Votto, è analitico, minuzioso, sviscera ogni aspetto della partitura e scava in profondità nel rapporto tra parola e musica, con costante attenzione al gesto e alla postura.

“L’ordine del giorno della nostra seduta prevede al punto primo e unico: Celebrazioni per il duecentottantesimo anniversario della morte del compositore Antonio Vivaldi (Venezia, 4.3.1678 – Vienna, 28.7.1741). A nome dell’Amministrazione Regionale, che io qui rappresento in veste di Assessore alla Cultura, dò ora la parola alla dottoressa Saveria Meublée, vicepresidenta della Consociazione Turistica Europea.”

Paestum

Un soccorso umanitario può assumere diverse forme come l’assistenza sanitaria, il dono di cibo, la costruzione di ospedali, ma può declinarsi anche attraverso un bene immateriale: la musica, che offre una bellezza da condividere, affratella e crea una solidarietà che sorregge nel bisogno e nella sofferenza.

Ennio Morricone ha avuto un destino artistico singolare. Nato alla composizione da (ottimo) allievo a Santa Cecilia di Goffredo Petrassi, il patriarca della musica classica italiana nel XX secolo, e protagonista della avanguardie radicali negli anni Sessanta e Settanta

La clarissa Caterina de’ Vigri, santa monaca bolognese che s’intendeva di musica e di pittura, vaticinò alle sue consorelle la presa di Costantinopoli il giorno stesso dell’evento, 29 maggio 1453; ma con gli ordinari mezzi di comunicazione dell’epoca la notizia arriverà a Creta il 9 giugno, a Venezia il 29, a Roma il 4 luglio. Entro l’anno tutta l’Europa conosce gli orrendi dettagli del fatto d’armi che cambierà la sua storia.

Un documento finora ignoto riemerge dall’acqua alta che ha devastato il Fondo Torrefranca presso la Biblioteca del Conservatorio “Benedetto Marcello” in Venezia. Consta di un bifolio in antico turco ottomano (Lisân-ı Osmanî), redatto su carta Tre Lune della ditta Antonio Senza Seguito di Bovolone, e della relativa traduzione italiana d’epoca.