Tullio Serafin

Finito di stampare nel giugno del 2014 da Armelin Musica di Padova è da poco arrivato alla seconda edizione “Tullio Serafin, il custode del bel canto”, il libro di Nicla Sguotti che si propone di dare indicazioni precise sull’attività artistica di un grande dimenticato della musica italiana.

L’ultima volta abbiamo introdotto alcuni aspetti dell’ambito della regia, tanto per un testo di prosa che per uno spettacolo musicale; abbiamo dato qualche breve informazione, o nozione dipende dai punti di vista, di natura storica, così, per dare un qualche spunto di riflessione e aggiungeremo anche di conoscenza.

Molto spesso, quando si va a teatro, che sia l’occasione di un testo di prosa o uno spettacolo musicale, ci si imbatte in considerazioni inerenti un ambito, oramai consolidato nella nostra attualità, ma che ha una sua personale vita relativamente breve: stiamo parlando della regia.

A proposito delle baruffe meneghine sui quattrini sauditi potenzialmente in arrivo alla Scala […] prima di ogni altra considerazione vale la pena di sottolineare che c’è un “non detto”, un tema che finora è rimasto fuori dalle polemiche, accuratamente evitato.

Le celebrazioni della Memoria riportano ogni anno alla luce importanti e drammatiche testimonianze, segni indelebili di chi ha subito l’incubo delle leggi razziali. Fra le tante vittime Vittore Veneziani, nome oggi pressoché dimenticato, la cui storia merita di essere conosciuta e il suo valore riconosciuto.

Nell’ambito delle celebrazioni del XIX Giorno della Memoria il Teatro alla Scala, in collaborazione con l’associazione Figli della Shoah e con l’associazione ANPI provinciale di Milano, ha aperto le porte a un evento che rimarrà nella storia.

In scena non un concerto commemorativo, ma la testimonianza di una donna scampata allo sterminio di Auschwitz: Liliana Segre.

Il maestro Luigi Verdi, titolare della cattedra di Composizione al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, musicologo e direttore d’orchestra, sopporta con umoristica rassegnazione il peso di un’omonimia tanto ingombrante.

Sui meriti di Johann Georg Keyssler quale autore odeporico i giudizi divergono. Alcuni lo ritengono un precursore dell’Illuminismo sociale, inviso ai poteri costituiti perché incline a denunciare i problemi del pauperismo; […]

Il ricordo di Attila alla Scala svanirà presto. Sfumeranno Livermore e la sua regia passepartout – sangue, macerie, video, tableau vivant da Raffaello e citazioni cinefile da Portiere di notte; Chailly e la sua direzione protesa a far sembrare capolavoro quel che capolavoro non è […]

La differenza è sotto gli occhi di tutti. Scolpita nei numeri. Nel tremendo aprile del 2016, quando la Fondazione Arena stravolta dalla mala gestione era a un passo dal baratro (e gli aedi della privatizzazione illustravano con grande risalto mediatico i loro progetti), il piano di salvataggio messo a punto su mandato del duo Tosi-Girondini da Francesca Tartarotti  (dirigente “strappata” a caro prezzo al Maggio Fiorentino pochi mesi prima) fu bocciato per due voti: 132 no contro 130 sì, con due schede nulle e due bianche.