Le celebrazioni della Memoria riportano ogni anno alla luce importanti e drammatiche testimonianze, segni indelebili di chi ha subito l’incubo delle leggi razziali. Fra le tante vittime Vittore Veneziani, nome oggi pressoché dimenticato, la cui storia merita di essere conosciuta e il suo valore riconosciuto.

Nell’ambito delle celebrazioni del XIX Giorno della Memoria il Teatro alla Scala, in collaborazione con l’associazione Figli della Shoah e con l’associazione ANPI provinciale di Milano, ha aperto le porte a un evento che rimarrà nella storia.

In scena non un concerto commemorativo, ma la testimonianza di una donna scampata allo sterminio di Auschwitz: Liliana Segre.

Il maestro Luigi Verdi, titolare della cattedra di Composizione al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma, musicologo e direttore d’orchestra, sopporta con umoristica rassegnazione il peso di un’omonimia tanto ingombrante.

Sui meriti di Johann Georg Keyssler quale autore odeporico i giudizi divergono. Alcuni lo ritengono un precursore dell’Illuminismo sociale, inviso ai poteri costituiti perché incline a denunciare i problemi del pauperismo; […]

Il ricordo di Attila alla Scala svanirà presto. Sfumeranno Livermore e la sua regia passepartout – sangue, macerie, video, tableau vivant da Raffaello e citazioni cinefile da Portiere di notte; Chailly e la sua direzione protesa a far sembrare capolavoro quel che capolavoro non è […]

La differenza è sotto gli occhi di tutti. Scolpita nei numeri. Nel tremendo aprile del 2016, quando la Fondazione Arena stravolta dalla mala gestione era a un passo dal baratro (e gli aedi della privatizzazione illustravano con grande risalto mediatico i loro progetti), il piano di salvataggio messo a punto su mandato del duo Tosi-Girondini da Francesca Tartarotti  (dirigente “strappata” a caro prezzo al Maggio Fiorentino pochi mesi prima) fu bocciato per due voti: 132 no contro 130 sì, con due schede nulle e due bianche.

Adesso è tutto chiaro: gli “errori” di Mozart derivano dalle cattive lezioni di composizione impartitegli dal dotto francescano bolognese.

Tre i titoli di punta di questo Festival, a cui si affianca la produzione bussetana di Un giorno di regno, che nasce con e per i giovani in collaborazione con il Concorso Internazionale Voci Verdiane Città di Busseto, e tre registi estremamente diversi tra loro ma tutti capaci di esprimere un concetto personalissimo di teatro in musica.

Giunto alla trentasettesima edizione, l’autorevole Premio Masi – nella primigenia sezione intitolata “Civiltà Veneta”, per decenni punto di riferimento della cultura a Nordest – adotta la tecnica “un colpo al cerchio, un colpo alla botte”. Nell’era dell’opinionismo social, questa accortezza può mettere d’accordo tutti e soprattutto mettere al di sopra della mischia chi il premio lo assegna.

Salisburgo, Praga, Amsterdam, Amburgo, Dresda. Al fianco di queste capitali internazionali della musica, Bolzano e Pordenone sembrerebbero non poter reggere il confronto. L’apparenza inganna: Concorso Busoni, residenza estiva sia della Gustav Mahler Jugendorchester che della European Union Youth Orchestra, sede dell’Accademia Gustav Mahler, una florida vita culturale e una diffusa sensibilità per la musica.