Credere nell’amore eterno, quello che va oltre la morte. Riuscire anche solo per un attimo ad abbracciare il proprio amato, strappato alla vita prima che fosse giunta la sua ora. Ghost the musical, in questi giorni al Politeama Rossetti di Trieste in esclusiva nazionale nella sua versione inglese va dritto al punto, portando su un palcoscenico una delle storie che hanno appassionato il mondo intero prima al cinema e poi in tv.

La Fille richiede un compagnia di canto sopraffina e quella ascoltata al Comunale di Bologna lo è senz’altro, a cominciare dalla  formidabile coppia di protagonisti, Hasmik Torosyan e Maxim Mironov entrambi al debutto nei rispettivi personaggi.

Il programma presentato si articolava su tre nomi eccellenti: Alban Berg (Suite lirica), Franz Joseph Haydn (Concerto per violoncello e orchestra in re maggiore n. 2), solista la giovane Miriam Prandi (1990), a concludere la Sinfonia n.5 di Ludwig van Beethoven. Autori quanto mai distanti nel tempo che Marotti ha inteso unire con una peculiare interpretazione che andasse oltre uno schema preconcettuale e vincolante a stili interpretativi predeterminati.

Parlare di Francesco Libetta riferendo soltanto alla sua bravura, al suo virtuosismo, all’eleganza del suo atteggiamento pianistico o sul palco sarebbe mera ripetizione di aspetti già sottolineati più volte, dei quali bene o male si è già a conoscenza da tempo. Il Libetta di cui oggi vale la pena parlare è colui che svela e propone repertori inusuali o semi-sconosciuti, autori considerati minori ma che possono ancora stupire […]

La ripresa di uno spettacolo non è mai un’operazione facile specialmente se il titolo in questione è Elektra di Richard Strauss e soprattutto se a firmare la regia è stato Patrice Chéreau, prematuramente scomparso nel 2013.

Un concerto pregno di atmosfere simboliste ha concluso l’ottobre della Filarmonica della Scala. Lorenzo Viotti, al suo debutto con l’orchestra, ha scelto un programma tanto particolare quanto affascinante: Siegfried-Idyll di Wagner, L’isola dei morti di Rachmaninov, il Prélude à l’aprés-midi d’un faune di Debussy e il Poema dell’Estasi di Skrjabin.

Dopo l’originale omaggio a Chopin della scorsa stagione, Daniil Trifonov torna al Quartetto con un programma dai singolari e interessanti accostamenti.

Non uno, ma due Te Deum a suggellare la conclusione dei Concerts d’Automne 2018; occasione ghiotta per mettere a confronto due compositori, Jean-Baptiste Lully e Marc-Antoine Charpentier, coevi, rivali ed espressione di un’estetica musicale che solo all’apparenza presenta elementi di antitesi.

È ben più di un concerto quello proposto dalla Cappella Mediterranea e dal Choeur de Chambre de Namur per il Festival Concerts d’Automne a Tours; la definizione più calzante, o forse meno restrittiva potrebbe essere quella di un viaggio alla scoperta di un mondo nuovo che corrisponde alla scoperta del Nuovo Mondo in quel 1492 che costituisce un formidabile giro di boa politico e culturale nella storia della Spagna e non solo.

Il 2018 sembra essere l’anno dei Queen. E se in moltissimi aspettano il film Bohemian Rhapsody, altri corrono a teatro, al Rossetti di Trieste fino a domenica 28 ottobre, per il musical We Will Rock you. Ideato da Bryan May e Roger Taylor, il musical é stato un vero e proprio successo in West end e in tutto il mondo in cui é andato in scena. A portarlo in Italia non una delle solite compagnie di musical ma proprio Claudio Trotta di Barley Arts.