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Barricate, fucilieri, carrozze, dragoni a cavallo, martinit, nobili, borghesi, popolani, sorelle infermiere, bandiere austriache e tricolori, cannoni e moschetti, il tutto intorno e dentro al Teatro alla Scala che da Tempio della Lirica e simbolo di Milano diviene il Tempio di Gerusalemme, con uno scarto temporale dell’azione, spostata da Arnaud Bernard nel 1848, durante i moti contro l’abdicando Kaiser Franz Karl d’Asburgo Lorena.

La Fondazione Arena di Verona scopre le carte della stagione 2019 affidanto il rilancio internazionale ad una coppia d’assi della lirica, con poche novità e consolidate presenze. Anna Netrebko sarà la ‘guest star’ al Festival lirico 2019 all’Arena. Il soprano russo, artista di fama internazionale, canterà nelle prime tre rappresentazioni de Il Trovatore assieme al tenore azero Yusif Eyvazov, suo compagno nella vita.

Inaugurazione all’insegna dello status quo quella del novantaseisimo Opera Festival all’Arena di Verona. Dopo una mezz’ora “istituzionale”, con la deposizione di un mazzo di rose rosse su una poltrona di platea vuota a ricordo delle vittime di femminicidio, l’intervento della Sovrintendente Cecilia Gasdia comprensibilmente emozionata e la lettura, anche in traduzione tedesca, del messaggio del Presidente della Repubblica, si accendono le luci sulla nuova produzione di Carmen di Hugo De Ana, che firma come di consueto regia, scene e costumi.

Importanti direttori, registi di fama internazionale, stelle della lirica e nuovi astri nascenti dell’opera caratterizzano la 96ma edizione del Festival lirico all’Arena di Verona, che prenderà il via il prossimo 22 giugno fino al 1° settembre 2018, per 47 serate all’insegna della grande musica sotto le stelle nel teatro lirico più grande del mondo.

C’è una nuova sezione, nel sito internet dell’Arena di Verona. Si chiama “Highlights”, che nella parlata nostrana si potrebbe tradurre “In evidenza”, ma così non sarebbe di tendenza (e scusate la rima). Vi sono per ora raccolti tre immagini e tre video, questi ultimi già tutti regolarmente su YouTube.

I sogni dell’adolescenza e le esperienze di vita della prima giovinezza che poggiano sul nulla, per poi finire annegati in un baratro che diventa via via più profondo e dal quale la fuga è impossibile.
Questo lo spirito della storia di Manon, Lolita e Lulu ante litteram, nella lettura ancora una volta geniale di Graham Vick, perfettamente aderente allo spirito di Prévost e, soprattutto, al libretto di Illica e Giacosa; il tutto al servizio della musica, trasudante sensualità, di Puccini.

Esauriti gli auguri, tocca passare – o forse tornare – agli scongiuri. Le feste hanno lasciato la Fondazione Arena in una profonda e dannosa incertezza. Il clima, mentre incombe l’importante trasferta in Oman, è improntato alla più totale precarietà, per molti aspetti surreale – una commedia dell’assurdo degna di Ionesco, con venature di Achille Campanile.

Per sbrogliare il groviglio in cui si trova Fondazione Arena, ci vorrebbe un miracolo di Natale. A un passo dalla chiusura ufficiale della crisi, la formula per mettere insieme il Consiglio d’Indirizzo – unico passaggio che sancirebbe la svolta anche formalmente – è ancora un rebus.

L’inedita decisione del ministro Dario Franceschini, che ha nominato il sovrintendente dell’Arena Giuliano Polo commissario straordinario a termine della Fondazione per un periodo massimo di due mesi, smonta le recenti ottimistiche convinzioni del sindaco di Verona. Qualche settimana fa, di ritorno da un incontro a Roma, Federico Sboarina aveva annunciato che nel giro di qualche settimana si sarebbe entrati in regime di ordinaria di amministrazione.

Molto è stato fatto, tutto resta ancora da fare. Dopo la positiva conclusione della lunghissima pratica per portare la Fondazione Arena sotto l’ombrello della legge Bray (è durata oltre un anno, non senza qualche stressante tiraemolla con il commissario di governo), a Verona si canta vittoria. Legittimo, basta che sia chiaro che la fine delle difficoltà è solo un punto di partenza.