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Giunta ormai alla settima replica per questo Opera Festival 2021, Aida di Giuseppe Verdi è titolo immancabile e sacro per l’Arena di Verona. Nel compromesso nato tra il protrarsi dell’emergenza sanitaria e la voglia di riappropriarsi della drammaturgia, siamo testimoni di un ridimensionamento fisico delle masse sceniche a cui eravamo solitamente abituati.

In un momento storico in cui l’arte e la creatività, in tutti i loro aspetti, sono tra i settori più compromessi in epoca post (?) CoVid, stiamo assistendo parallelamente all’indiscussa supremazia del nostro paese in moltissime discipline sportive.

Anna Netrebko non è la Turandot torrenziale che si ci si potrebbe aspettare – vista la potenza di fuoco di cui il soprano russo dispone – e che decenni di tradizione hanno consolidato nell’immaginario dei melomani, anzi.

Nel caso di questa Traviata, c’è un taglio generico-generalista, nel quale non lascia traccia degna di nota neanche la scelta di collocare la vicenda mentre sta sbocciando la Belle Époque […]

Sciopero in Arena, luci spente invece della rappresentazione di Aida prevista per giovedì 15 luglio. La decisione è stata presa unitariamente da tutte le sigle sindacali dei dipendenti della Fondazione.

In ogni caso, questi elementi visuali (realizzati da D-Wok) si sono misurati sempre con una presenza tutto sommato piuttosto ingombrante di elementi scenografici provenienti dal magazzino areniano, “egizi” in senso assai generico […]

Mentre si spegnevano gli applausi dopo il coro “Inneggiamo, il signor non è morto”, uno spettatore sulle gradinate ha fatto sentire con voce potente poche ma sentite parole: “Mandate via il drone”. E si è preso la sua dose di applausi

Per l’estate 2021 invece la Direzione Artistica ha elaborato un progetto straordinariamente innovativo e del tutto inedito per un’Arena mai vista che, in via del tutto eccezionale, avrà l’evocativo titolo di “Nel Cuore della Musica”.

Zanetto è insomma una “prova d’autore” che dimostra la volontà e la capacità del livornese di mantenere larghe le sue vedute drammaturgiche e musicali.

Fondazione_Arena_di_Verona

Livornese, classe 1972, Alessio Pizzech approda alla regia d’opera nel 1997 come naturale evoluzione del suo percorso che dal 1991 lo vede impegnato nella direzione di spettacoli di prosa. Il suo debutto al Teatro Filarmonico di Verona segna il ritorno sulla scena del poco frequentato Zanetto di Pietro Mascagni; un’occasione per riscoprire un’opera in cui il verismo cede il passo al simbolismo.