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C’erano proprio tutti venerdì scorso all’Arena di Verona: alte cariche dello Stato, con il Presidente Mattarella in primis, la Presidente del Senato, uno stuolo di ministri e poi, sparsi per la platea una folta rappresentanza di “personalità” della cultura e dello spettacolo, tutti in diretta mondovisione […]

La sua prima Traviata – Dallas 1958, protagonista Maria Callas – è da tempo leggenda. La sua ultima è già nella storia prima ancora di andare in scena all’Arena di Verona, perché sarà postuma. E anche questo dettaglio – decisamente insolito – dà l’idea della eccezionalità della ventura artistica di Franco Zeffirelli.

Il soprano Maria José Siri sarà a breve impegnata in Manon Lescaut alla Deutsche Oper Berlin e successivamente sarà protagonista della stagione Areniana veronese. L’abbiamo raggiunta per qualche domanda a cui ha accettato gentilmente di rispondere.

In mancanza di un intervento per disinnescarla da parte di chi ha ruolo e responsabilità per farlo, l’emergenza intorno alla più complicata inaugurazione di stagione che si ricordi al Filarmonico è stata gestita con l’impegno e la buona volontà di tutti quelli che hanno dato vita alla Bohème: in scena, dietro le quinte, nella buca dell’orchestra.

La differenza è sotto gli occhi di tutti. Scolpita nei numeri. Nel tremendo aprile del 2016, quando la Fondazione Arena stravolta dalla mala gestione era a un passo dal baratro (e gli aedi della privatizzazione illustravano con grande risalto mediatico i loro progetti), il piano di salvataggio messo a punto su mandato del duo Tosi-Girondini da Francesca Tartarotti  (dirigente “strappata” a caro prezzo al Maggio Fiorentino pochi mesi prima) fu bocciato per due voti: 132 no contro 130 sì, con due schede nulle e due bianche.

I numerosi appuntamenti di questa stagione areniana 2018 culminano con una serata di gala, dedicata al genio di Busseto. Voluta dall’attuale Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia, la Verdi Opera Night richiama un pubblico numeroso sia per merito del programma scelto con a protagonista la “trilogia popolare” […]

Undicesima rappresentazione di Aida per questo 96° Opera Festival all’Arena di Verona. L’allestimento proposto è quello ideato nel 2002 da Franco Zeffirelli che ne ha curato Regia e Scene. Gradito il ritorno delle coreografie originali di Vladimir Vasiliev […]

Calda sera del 25 luglio. Dopo una lunga attesa all’uscita artisti, una folla in visibilio lo accoglie adrenalinica: chi si fa firmare le scarpe da punta, chi una maglietta, un manifesto, la cover di un dvd, mille scatti con il cellulare e per i più fortunati anche un selfie con lui, il Divo della Danza, Roberto Bolle.

Barricate, fucilieri, carrozze, dragoni a cavallo, martinit, nobili, borghesi, popolani, sorelle infermiere, bandiere austriache e tricolori, cannoni e moschetti, il tutto intorno e dentro al Teatro alla Scala che da Tempio della Lirica e simbolo di Milano diviene il Tempio di Gerusalemme, con uno scarto temporale dell’azione, spostata da Arnaud Bernard nel 1848, durante i moti contro l’abdicando Kaiser Franz Karl d’Asburgo Lorena.

La Fondazione Arena di Verona scopre le carte della stagione 2019 affidanto il rilancio internazionale ad una coppia d’assi della lirica, con poche novità e consolidate presenze. Anna Netrebko sarà la ‘guest star’ al Festival lirico 2019 all’Arena. Il soprano russo, artista di fama internazionale, canterà nelle prime tre rappresentazioni de Il Trovatore assieme al tenore azero Yusif Eyvazov, suo compagno nella vita.