Opera di Natale per eccellenza, come lo Schiaccianoci per il balletto, Hansel und Gretel è molto più che una pagina per bambini.

Engelbert Humperdinck rappresenta uno degli epigoni di maggior valore del tardoromanticismo tedesco di stampo wagneriano, ma è anche compositore che guarda ai suoi contemporanei: l’impronta squisitamente mahleriana che si ritrova soprattutto nelle ballate di Peter e nelle filastrocche dei due protagonisti rimanda direttamente a Des Knaben Wunderhorn.

Non credo esistano pianisti con settantasei anni di brillante carriera. Quella di Jörg Demus, iniziata a quattordici anni e ancora in corso alla bell’età dei novanta, è così e non ha pari. E tutta la sua esperienza di pianista navigato e mai scontato, l’ha data al Teatro Palamostre di Udine, al terzo appuntamento della nuova stagione Amici della Musica diretta da Luisa Sello.

Visi bianchi come mimi francesi, che diventano marionette isteriche senza fili; zombie, ombre umane ridotte a puro simbolo su una scena desolatamente vuota. Con questa immagine si alza il sipario del Teatro degli Arcimboldi di Milano su Sacré, nuovo spettacolo del danzatore ucraino naturalizzato russo Sergei Polunin, il “cattivo ragazzo” della scena tersicorea contemporanea […]

Il 9 dicembre a Pavia si celebra la memoria di san Siro, primo vescovo della città. A conclusione dei festeggiamenti del venerabile patrono, quest’anno si è tenuto un concerto sotto il limpido cielo del teatro Fraschini. Il tanto atteso evento prevedeva l’eccezionale presenza del soprano Mariella Devia accompagnata dai Solisti di Pavia diretti da Enrico Dindo.

Purtroppo, a causa di una improvvisa indisposizione, la signora Devia è stata sostituita egregiamente dal giovane soprano Lucrezia Drei

Nel salotto di Emanuel Ax, il pianoforte è un protagonista squisitamente “demodé”. Che proprio per questo aspira però, legittimamente, all’universalità. Il fascino e l’eleganza non sono inutilmente esteriori, ma appaiono distillati con la classe di un pensiero musicale sofisticato e lungamente elaborato, lontano dalla tendenza del pianismo di oggi, atletico, estroverso, “tirato”. Vicino invece a una sensibilità che gioca l’espressione su un suono dalle sfumature delicate eppure straordinariamente nitide.

Peter Pan il musical si rinnova e continua il suo viaggio nei teatri italiani per allietare grandi e piccini. È questo uno dei motivi per cui fa sempre bene rivederlo, perché ci possono sempre essere delle sorprese. È in questo allestimento non sono mancate.

Parte dalla platea, tutta rivolta al palco delle Autorità, infiamma i pachi e arriva su fino al loggione l’applauso interminabile che il pubblico della Scala riserva al Presidente Mattarella. Cinque minuti, lunghi e intensi, omaggio allo statista vero e schiaffone sonoro agli “statisti” improvvisati che momentaneamente detengono il potere; poi il “Canto degli Italiani”, che tutti gli Italiani cantano a squarciagola, intonatissimi e quasi sorpresi della propria forza.

Quello che ieri sera ha inaugurato la stagione 2018/2019 dell’Opera di Roma è il Rigoletto di Daniele Gatti, e lo è a pieno diritto almeno per due motivi: il primo perché a lui il pubblico, dal quale si poteva temere qualche reazione relativamente a ciò che lo ha portato ad essere dimissionato – secondo noi a torto – dalla Concertgebouworkest, ha riservato un’accoglienza calorosa sin dal suo ingresso nella buca orchestrale e che è diventato ovazione alla fine, il secondo sta nella scelta di una lettura dell’opera in chave espressionista che condividiamo completamente.

La ballata dell’amore tradito, storie di due donne diverse per estrazione sociale e ambiente, contesti che sembrano non avere nulla in comune e che invece si rivelano più affini che mai nella visione di Emma Dante, che mette in scena La voix humaine e Cavalleria rusticana, che inaugura la stagione 18/19 di Oper.A.20.21 della Fondazione Haydn, in un uno spettacolo ad intensità crescente in cui il senso della tragedia si delinea in tutta la sua dirompente violenza col procedere degli eventi.

La vicenda di Così fan tutte, capolavoro atipico ed enigmatico, si impernia sull’incontro-scontro tra la freschezza della gioventù e la sagacia dell’età matura, fino agli estremi opposti di una sprovvedutezza ingenua, nelle due coppie di fidanzati, e di un cinismo totalizzante incarnato nel personaggio di Don Alfonso, il «vecchio filosofo».