È dunque evidente che l’incontro fra queste due personalità storicamente indispensabili avviene in una serie di lettere e di scambi di opinioni
Il titolo stesso, tratto da una formula di cortesia ricorrente nelle lettere, diventa la chiave simbolica del volume: evoca non solo il tono cerimoniale del tempo, ma anche la trama di equilibri e dipendenze che regolava il rapporto tra artista e mecenate.
La scrittura non è quella del recensore a contratto, ma quella di chi all’opera ci va per godere, non per giudicare. Eppure il giudizio arriva lo stesso.



