L’invidia è al centro del volume di Salvatore Capodieci, psichiatra e psicoterapeuta, che ha dato alle stampe nella collana Vivae voces di Lateran University Press il bel saggio su Re Salomone e il fenomeno dell’invidia, Psicologia e Bibbia in dialogo

Giacomo Puccini

S’intitola La bacchetta di Puccini l’imponente volume che Antonio Orlandini, storico della musica di Cento, in provincia di Ferrara, dedica a Gaetano Bavagnoli (Parma, 1879–Milano, 1933).

Oreste Palmiero

Basso ostinato, finora inedito vede finalmente la luce pubblicato dalla Società Editrice di Musicologia dopo un paziente lavoro di collazione dei dattiloscritti a cura di Oreste Palmiero, bibliotecario e musicista anch’egli vicentino.

Zecchini Editore

Il più prolifico è di più fervente fede tebaldiana è però senz’ombra di dubbio Vincenzo Ramón Bisogni, gentiluomo napoletano di nascita, fiorentino d’adozione e da parecchio tempo ormai triestino d’elezione. Molto attivo sulle reti sociali, Bisogni è dedicatario di una voce sul Dizionario enciclopedico della musica classica di Rizzoli-Bur.

Beatrice Venezi

eatrice Venezi non si lascia sopraffare dai luoghi comuni, li perpetua: «Chiunque – ci racconta – può innamorarsi della musica classica, che, come ha fatto lei, facendosi condurre dalla giusta guida, è arrivata a capire che la melodia può essere un mezzo per scoprire il mondo, il ritmo, un tentativo di ascoltare noi stessi e l’armonia, una prova di vita sociale.».

Leone Magiera

È da pochi giorni sugli scaffali delle librerie Karajan, Ritratto inedito di un mito della musica (pagg. 265, euro 18), l’omaggio che Leone Magiera rende a uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi, uscito per i tipi di La nave di Teseo in una bella veste grafica.

Dopo averle dedicato il docufilm Maria by Callas, Tom Volf torna sul luogo del delitto e dà alle stampe Maria Callas, Io, Maria che Rizzoli ha da qualche tempo mandato nelle librerie italiane.

In un epoca, triste invero, nella quale la religione è usata a sproposito, o meglio più a sproposito che mai, da politici di bassissima Lega, che brandiscono crocifissi, sventolano rosari e sbaciucchiano santini, giunge un libro a far chiarezza sull’unica fede possibile, la sola realmente salvifica: il Gattolicesimo.

In poco più di centocinquanta pagine, dense e sapide, Alberto Mattioli raddrizza il timone rendendo a Verdi quel che è di Verdi, e lo fa con ironia e leggerezza degne del miglior Barilli, del quale il giornalista e critico musicale modenese (quanti tesori custodisce l’Emilia!) è di fatto l’erede naturale.

Nelle cinquecento e più pagine del suo Il gesto e la musica-60 anni di giornalismo a tu per tu con i grandi, che definire autobiografia sarebbe riduttivo, vivono dodici lustri di ricordi e svariate migliaia di articoli, il tutto a raccontare una vita di quelle che un’eroina di qualsiasi romanzo guarderebbe con invidia mista ad ammirazione.