• Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Home
  • News
  • Recensioni
    • dal Vivo
      (teatri e dintorni)
    • da Salotto
      (dischi e video)
    • in Libreria
    • dal Cinema
      (e piccolo schermo)
  • Interviste
  • Approfondimenti
  • Noi
Sei in: Home1 / Recensioni2 / dal Vivo3 / Verona: due volti della Russia al Settembre dell’Accademia

Verona: due volti della Russia al Settembre dell’Accademia

Dopo l’inaugurazione anticonvenzionale con i giovani dell’orchestra del Mar Baltico, il Settembre dell’Accademia è rientrato nel solco principale della sua storia trentennale, realizzando una notevole “doppietta russa”. Nel giro di tre giorni, hanno preso posto sul palcoscenico del teatro Filarmonico due fra le principali orchestre del paese slavo che peraltro non avevano ancora mai suonato a Verona: la National Philharmonic Orchestra of Russia e l’Orchestra Mariinskij di San Pietroburgo, guidate rispettivamente da Vladimir Spivakov e Valery Gergiev, vale a dire due fra i più rispettati “padri nobili” della musica in Russia, peraltro entrambi titolari di sontuose carriere planetarie.

Occasione assai interessante (e ben costruita, nella sua immediatezza) per capire come sia lo stato delle cose musicali a Est, se è vero che queste due formazioni, in questo momento, sono fra le punte di diamante del concertismo fra Mosca e San Pietroburgo. E si parla fra l’altro di una compagine strumentale recentissima, fondata appena 18 anni fa per diretto interessamento di Vladimir Putin (la Filarmonica Nazionale) e di una che invece ha una storia pluri-secolare, visto che l’orchestra del teatro Mariinskij affonda le sue radici nel Settecento.

I tempi che viviamo sono complicati per tutti, ma forse per le orchestre ancora di più: suonare insieme in grandi organici è attività che postula come indispensabile una vicinanza anche fisica, oltre che artistica e tecnico-musicale, spesso ostacolata dalle norme anti-epidemiche, almeno quando si arriva all’esecuzione in presenza di pubblico. Non sapremmo dire quali siano attualmente le regole a Mosca o a San Pietroburgo, ma abbiamo potuto constatare a Verona scelte piuttosto diverse. La Filarmonica Nazionale si è presentata con un organico poco oltre la sessantina di elementi, più robusto di quello della Mariinskij. Abbastanza per richiedere la tradizionale disposizione degli archi a due per leggio, quando invece la Mariinskij ha ricalcato quella che è diventata una prassi comune da un anno a questa parte: un solo esecutore per leggio, quindi elementi maggiormente distanziati e inevitabilmente (lo spazio non avrebbe permesso di fare altrimenti) organico nettamente più contenuto un po’ in tutte le sezioni degli archi ma specialmente in quelle basse (cinque violoncelli e tre contrabbassi).

In un’intervista della quale si dà conto nel numero del periodico Cadenze, pubblicato dall’Accademia Filarmonica (a disposizione del pubblico in queste settimane), Gergiev ha sostenuto la tesi che dal punto di vista musicale San Pietroburgo guardi a Occidente molto più di Mosca. I programmi delle due serate avevano impostazioni che in effetti rispecchiavano questa considerazione. Anche se pare a noi che le musiche scelte delle due orchestre riflettessero soprattutto le “condizioni” stilistiche ed esecutive legate agli organici. Sta di fatto, però, che la Filarmonica Nazionale ha squadernato un Rachmaninov-Cajkovskij di consolidata tradizione per le orchestre che vengono da Est, come ad esempio ha quasi sempre fatto a Verona la Filarmonica di San Pietroburgo guidata da Yuri Temirkanov (il che peraltro contraddice, almeno in parte, l’assunto di Gergiev). Mentre la Mariinskij si è prodotta un programma che si potrebbe definire “stile Proms” (i popolari concerti sinfonici londinesi della Royal Albert Hall), aperto dalla Sinfonia del Guillaume Tell e concluso dalla terza Sinfonia, la Scozzese, di Mendelssohn-Bartholdy. Unica concessione alla “russicità”, una breve Suite dal Balletto Romeo e Giulietta di Prokof’ev.

La Filarmonica Nazionale propone un suono denso e piuttosto scuro, ma non sempre “profondo” in maniera convincente, come sarebbe necessario per rendere al meglio pagine quali il secondo Concerto per pianoforte di Rachmaninov, con le sue perorazioni accalorate e il testa a testa fra orchestra e tastiera, spesso spinto a infuocate dimensioni sonore. In realtà l’esecuzione veronese non si è quasi mai allontanata dal carattere di una efficace routine sia in orchestra che nella prova come solista del diciannovenne Ivan Bessonov, capace di scolpire – con tecnica egregia – rocciosi e un po’ generici panorami espressivi nel primo e nel terzo movimento, meno di trovare la poesia forse un po’ sospirosa ma sicuramente coinvolgente dell’Adagio. Come suol dirsi, una prova acerba ma promettente, da parte di un interprete che ha ampi margini di miglioramento.

Ben più intrigante l’esecuzione della Quinta Sinfonia di Cajkovskij, sapientissimo ed elegante polittico musicale che ha esaltato la lucidità di un direttore di formazione classicistica e gesto essenziale come Vladimir Spivakov. Il suo lavoro scava nei dettagli senza mai esasperare l’espressione e ottiene il meglio dalla Filarmonica Nazionale soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio fra sezioni, senza peraltro riuscire a regalare ai violini (il suo strumento di superbo virtuoso…) l’eloquenza persuasiva che sarebbe stata auspicabile. In ogni caso, è stato un Cajkovskij apprezzabile perché concedeva poco o nulla alla retorica plateale fine a se stessa ma risultava elegante e riflessivo, a rivelare una essenziale comprensione del genio di questo compositore, popolare ma spesso sottovalutato.

Suono più chiaro, tendenzialmente luminoso ma talvolta un po’ “frenato” ha palesato l’orchestra Mariinskij. Il gesto febbrile e radicalmente anticonvenzionale di Valery Gergiev – un continuo frullare delle mani e delle dita, quasi a intercettare rabdomanticamente la natura e il colore del suono – tende a realizzare una complessa introspezione musicale che – come dimostra la sua discografia – raggiunge risultati straordinari nel repertorio tardo-romantico e del primo Novecento. Rossini appartiene a un altro mondo: la Sinfonia dal Tell è stata proposta con indubbio spessore ma intermittente smalto ritmico e coloristico. E a un altro mondo appartiene anche Mendelssohn: la sinfonia Scozzese è stata riletta con meditabonda severità, senza lasciare troppo spazio alla sapiente brillantezza sciorinata dal compositore tedesco. Non a caso, maggiore profondità – e gli accenti di una modernità che il compositore teneva a bada ma che in questa esecuzione emergeva nitidamente – si è apprezzata nei densi frammenti del Romeo e Giulietta di Prokof’ev e specialmente nel sofisticato bis con il Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy, palestra per il virtuosismo strumentale della compagine di San Pietroburgo come pure per la profondità di pensiero del suo magnetico direttore.

Cesare Galla
(10 e 13 settembre 2021)

http://www.cesaregalla.it/https://www.facebook.com/cronistadimusicahttps://twitter.com/@CesareGalla
Le Salon Musical

La locandina

Venerdì 10 settembre
DirettoreVladimir Spivakov
PianoforteIvan Bessonov
National Philharmonic Orchestra of Russia
Programma:
Sergej Vasil’evic Rachmaninov
Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore Op. 18
Pëtr Il’ič Čajkovskij
Sinfonia n. 5 in mi minore Op. 64
Lunedì 13 settembre
DirettoreValery Gergiev
Orchestra Mariinskij di San Pietroburgo
Programma:
Gioachino Rossini
Guglielmo Tell (Sinfonia)
Sergej Sergeevič Prokof’ev
Romeo e Giulietta Op. 64 (estratti)
Felix Mendelssohn-Bartholdy
Sinfonia n. 3 in la minore Op. 56 “Scozzese”

Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Search Search

Categorie

  • Notizie (1.293)
  • Recensioni (2.561)
    • dal Vivo (2.394)
    • in Libreria (51)
    • da Salotto (96)
    • dal Cinema (20)
  • Interviste (347)
  • Approfondimenti (226)
Seguici su Google News

Commenti recenti

  • mcLXXIV su Firenze: il Maggio riscopre la Finta semplice
  • scrn037 su Vicenza: Poppea incoronata e i tacchi di Nerone
  • Lorenzo Della Fonte su Chi è Beatrice Venezi
  • Matteo Pozzato su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena
  • Monica su 3 maggio 2020, Sognando l’Arena

Archivi

Ultimi articoli

  • Ph. Andrea Avezzù
    Venezia: musica “curativa” alla Biennale23 Ottobre 2026 - 8:18
  • Ph. Roberto Ricci
    Busseto: “Aidina” evergreen23 Ottobre 2026 - 8:03
  • Ph. eliacecino.it
    Verona: I Virtuosi Italiani inaugurano con Rovaris e Cecino22 Ottobre 2026 - 11:38
  • Ph. Tactus
    CD: Sonate per pianoforte (Unia, Rossaro, Longo)22 Ottobre 2026 - 8:00
  • Brescia e Amisano
    Milano: Giselle alla Scala, il riscatto di Vittoria Valerio21 Ottobre 2026 - 18:48

Tag

Arena di Verona Brahms Bru Zane Carmina Burana Chieti Così fan tutte Doray Dubois Elia Cecino Hervé Les Brigands les Chevaliers Malibran Mozart Padova Pianoforte Quatuor Ardeo Quatuor Giardini Quatuor Modigliani Raes Tchakerian telefono Tosca Trio di Parma Zuckermann
Le Salon Musical
Direttore responsabile:
Alessandro Cammarano
Registrazione tribunale di Vicenza n.ro 1/2022 del 10-03-2022
Search Search
© 2017-2026 Le Salon Musical - Tutti i diritti riservati - Informativa Privacy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Youtube
  • Collegamento a Rss questo sito
Collegamento a: Milano: l’italiana in Algeri tra Dantone e d’antan Collegamento a: Milano: l’italiana in Algeri tra Dantone e d’antan Milano: l’italiana in Algeri tra Dantone e d’antanCollegamento a: Palazzetto Bru Zane, Festival “Eroica o tirannica?” Collegamento a: Palazzetto Bru Zane, Festival “Eroica o tirannica?” Palazzetto Bru Zane, Festival “Eroica o tirannica?”
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Usiamo cookie tecnici e, con il tuo consenso, cookie di analisi e social per migliorare l'esperienza di navigazione. Scopri di più nella nostra Informativa Privacy .

Accetta tuttiRifiuta

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Informativa Privacy
Informativa Privacy