Bolzano/Trento: Clelia Cafiero debutta con l’Orchestra Haydn tra Brahms, Poulenc e la Prima di Clyne
Dopo il successo del Concerto di inaugurazione, la Stagione sinfonica 2026/27 della Fondazione Haydnproseguirà martedì 13 ottobre 2026 alle ore 20.00 presso l’Auditorium di Bolzano con il debutto della direttrice d’orchestra Clelia Cafiero. Napoletana di origine, ma conosciuta in molti tra i più importanti teatri europei, Clelia Cafiero è considerata una delle bacchette più interessanti della sua generazione. Il programma accoglierà opere di stili ed epoche diversi, che dal Romanticismo condurrà l’ascoltatore fino ai giorni nostri. Oltre a Sinfonietta di Francis Poulenc e al Concerto per violino, violoncello e orchestra di Johannes Brahms, con solisti il violinista Marco Mandolini e il violoncellista Luca Pasqual, prime parti dell’Orchestra Haydn, la serata accoglierà inoltro la prima esecuzione italiana di Within Her Arms della compositrice inglese Anna Clyne.
Il concerto sarà trasmesso in diretta su RAI Radio 3, con la conduzione di Fabio Cifariello Ciardi, e verrà replicato il giorno successivo a Trento, mercoledì 14 ottobre 2026 alle ore 20.30 presso l’Auditorium Santa Chiara della città.
«Il programma di questo concerto è un’unione di tasselli di cui il singolo sopravvive a sé stesso ma, guardati insieme, sono una fotografia della crescita e diversità europea nel tempo – afferma la direttrice d’orchestra Clelia Cafiero –. Anna Clyne è una delle compositrici dei nostri giorni più eseguita, il suo brano è evocativo e, senza essere ermetico, è una speculazione sul suono che nasce dalla natura. Ritengo fondamentale, oggi più che mai, unire la nuova musica ai capolavori del passato. A seguire, Brahms sarà per me l’incontro con i solisti della Haydn, con un brano dove tutto si crea e si riproduce all’interno dell’orchestra come un organismo autosufficiente, estremamente virtuosistico. Poulenc, infine, rappresenterà l’umorismo, la leggerezza e la musicalità francese con un brano caratteriale che viaggia tra gli spigoli, a volte passando per un languido movimento lento, terminando con un’esplosione».
Within Her Arms è una composizione per orchestra d’archi della compositrice britannica Anna Clyne. Commissionata dal direttore d’orchestra Esa-Pekka Salonen e dalla Los Angeles Philharmonic, l’opera viene ora eseguita in Italia per la prima volta dopo essere stata presentata nel 2009 alla Walt Disney Concert Hall di Los Angeles. Il brano è stato composto in memoria della madre di Clyne, scomparsa nel 2008. Nonostante sia stata definita una “fragile elegia”, l’opera in realtà si presenta come una pagina dall’impatto potente, una meditazione sentita sulla perdita.
Scritto nell’estate del 1887, nella residenza sul lago Thun, il Concerto per violino, violoncello e orchestra, è l’ultima delle composizioni per strumenti solisti e orchestra di Johannes Brahms. Il Concerto, che Clara Schumann chiamò “Versöhnungswerk” (opera di riconciliazione), nasce come omaggio al suo più caro amico, il violinista Joseph Joachim, dopo che il loro rapporto si era fortemente incrinato. Il desiderio di riconciliazione si avverte nelle parti affidate ai due solisti che, sistematicamente, si separano e si ricongiungono.
Leggera, ricca di ritmi di danza, la Sinfonietta esprime con il suo titolo in forma diminutiva non solo il carattere scanzonato che la contraddistingue, ma anche l’avversione di Francis Poulenc verso le forme imponenti della Sinfonia romantica. La partitura, frutto di una commissione della BBC, viene completata a settembre del 1948: la sua prima esecuzione è del 24 ottobre di quell’anno con l’Orchestra Filarmonica di Londra diretta da Roger Désormière. Dedicata a Georges Auric, altro compositore del Gruppo dei Sei, a dispetto del titolo la Sinfonietta ha una durata temporale simile ad una Sinfonia classica e, come tale, è strutturata in quattro movimenti.
Sul suo ritorno su un podio italiano, e il suo debutto con l’Orchestra Haydn, Clelia Cafiero ha dichiarato:
«Ogni volta l’incontro con una nuova orchestra diviene una scoperta, il cui esito dipende da molti fattori, ma il mio approccio è sempre positivo e costruttivo. Mi interessa costruire un rapporto con i musicisti perché il mio “passaggio” parli di “noi”. Se alla fine di questa relazione avremo trovato un linguaggio dove ognuno può offrire il proprio talento in una visione proposta dal podio, allora sarà sicuramente un bel concerto. Ogni Paese ha la sua tradizione, la sua cucina, la sua lingua, le sue abitudini. Per me può essere sfidante ma, allo stesso tempo, divertente trovare il giusto approccio ogni volta. Essendo io italiana, possiedo un orgoglio legato al nostro Paese e alla nostra tradizione: quindi innanzitutto è bello dirigere in Italia. Non è importante, per quanto mi riguarda, essere i migliori, piuttosto lo è essere unici: il pubblico facilmente lo recepisce e lo vive in prima persona».
Anche per questo evento si rinnova l’invito al pubblico a sperimentare Haydn Surround, l’innovativa modalità di fruizione musicale che apre a nuove prospettive d’ascolto. Con l’iniziativa Haydn Surround, infatti, l’ascoltatore potrà godere del privilegio di sedersi in una delle quattro poltrone posizionate all’interno dell’Orchestra Haydn, lasciandosi avvolgere dal flusso sonoro, ma anche osservare da vicino l’abilità tecnica, l’affiatamento e l’interpretazione degli esecutori. L’iniziativa è rivolta a tutto il pubblico, incluse le persone con fragilità sensoriali, su prenotazione (scrivendo a ticket@haydn.it) e su esibizione del biglietto di accesso al concerto, fino a esaurimento dei posti.


Ph. Federico Pelle
Ph.Arianna Busti
Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!