Arena di Verona: Tosca

Tra tutti i ventagli che sventolavano in un’incandescente Arena sabato 5 agosto 2017 l’unico davvero indispensabile è quello della marchesa Attavanti che, lasciato all’Angelotti tra gli indumenti per celarne l’identità e facilitarlo nella fuga, metterà il segugio Scarpia sulla strada che lo condurrà tutti al tragico epilogo della vicenda.

Uno spettacolo ridotto all’essenziale pur conservando la teatralità necessaria a stupire il pubblico Veronese quello proposto da Hugo de Ana; ideato nel 2006 questo allestimento viene riproposto nuovamente con buon successo di pubblico. Geniale nelle soluzioni sceniche e capace di mantenere l’intimità delle scene anche nell’ampio palcoscenico, convoglia i sentimenti dello spettatore sulla tragedia in atto rendendolo partecipe dello struggimento amoroso dei protagonisti. Menzione d’onore al “Te Deum” in cui musica e voci seguono un climax ascendente di pari passo con lo sfarzo del clero portato in scena da coro e figuranti, quasi a protendersi verso il Divino nel finale dell’Atto I.

La direzione di Antonio Fogliani disegna tempi serrati ed allo stesso tempo intimi, sbrigliandosi in ritmi più concitati ove la partitura lo richiede, il tutto con eleganza e completa padronanza dello spartito. Fogliani tiene tutto saldamente in pugno permettendo all’Orchestra e al Coro, preparato da Vito Lombardi, di esprimersi al meglio.

La Tosca di Susanna Branchini non è propriamente regina della scena, l’importante strumento del soprano convoglia efficacemente al pubblico il sentimento amoroso spezzato della protagonista, trovando qualche difficoltà di modulazione della voce nei passaggi di registro risultando, a volte, un po’ aspra nell’emissione in acuto. Un Cavaradossi perfettamente credibile e dalla voce spezzata dal dolore nel “E lucevan le stelle…” è quello tratteggiato da Carlo Ventre: voce sicura, piena e ben proiettata, capace di alternare l’ira per l’amante gelosa a momenti di estrema tenerezza.

Pienamente padrone del suo personaggio Ambrogio Maestri (Scarpia), raccoglie le sfumature sadiche del suo personaggio senza esasperarle. Voce profonda e morbida nei passaggi, dimostra un buon controllo nell’emissione.

Buono il sagrestano di Nicolò Ceriani mai sopra le righe, disegna un personaggio credibile. Ottimo l’Angelotti di Romano Dal Zovo.

Sicure le voci bianche del Coro A.d’A.MUS, diretto da Marco Tonini.

A completare il cast l’ormai immancabile Antonio Ceron nei panni di Spoletta, lo Sciarrone di Marco Camastra, il carceriere di Omar Kamata e l’intonato pastorello di Emma Rodella.

Pubblico partecipe, con ovazioni per Fogliani, Branchini e Ventre.

Matteo Pozzato

La locandina

ToscaSusanna Branchini
Mario CavaradossiCarlo Ventre
ScarpiaAmbrogio Maestri
AngelottiRomano Dal Zovo
SagrestanoNicolò Ceriani
SpolettaAntonello Ceron
SciarroneMarco Camastra
Un CarceriereOmar Kamata
Un pastorelloEmma Rodella
Direttore Antonino Fogliani
Regia, scene, costumi e luciHugo de Ana
Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini
Orchestra, Coro e Tecnici dell’Arena di Verona
Maestro del CoroVito Lombardi

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