Firenze: Windsor, Amoroso e la canzone d’arte americana

Un programma tutto di musica americana in una cornice speciale a Firenze: il Chiostro dell’Accademia di Belle Arti ha ospitato, il 16 giugno scorso, il primo dei concerti PlayOut Estate 2022 dell’Associazione Contempoartensemble, affidato all’esecuzione di due ottimi musicisti, il soprano Lorna Windsor e il pianista (nonché clavicembalista e direttore d’orchestra) Gian Francesco Amoroso. Il concerto ha avuto la fortunata opportunità di essere introdotto da Gregorio Moppi, musicologo, critico musicale e molto altro nella disciplina della storia della musica, il quale, con la fulgida dialettica che gli consente di ottenere un esito divulgativo anche di informazioni complesse (e questa dote non è di molti, va detto), ha evidenziato come la canzone d’arte americana sia poco diffusa e conosciuta da noi poiché noi europei abbiamo sempre guardato con un atteggiamento un po’ snob  se non addirittura superficiale  questo genere musicale. La musica per gli americani deve comunicare e parlare a tutti, soprattutto va fatta comprendere all’americano medio: in pratica una reazione alla musica europea che aut certo punto era percepita come dissonante. Ma a Firenze, per fortuna, abbiamo una concittadina trapiantata negli USA, Aloma Bardi, che con l’intelligente idea di creare ICAMus (The International Center for American Music) da molti anni organizza sulle rive dell’Arno, in collaborazione con altre istituzioni culturali cittadine e con l’ateneo fiorentino, seminari, convegni e concerti per far conoscere questo patrimonio del Nuovo Mondo. Anche nella primavera scorsa, giova ricordarlo, al Lyceum Club aveva organizzato un evento sulla canzone d’arte americana. Il suo patrocinio dato al concerto del 16 giugno scorso è un segno di come la nostra città abbia chiara l’ importanza di  porre l’attenzione sempre di più su questo repertorio, che il pubblico di Playout ha seguito con molto interesse e con piacere. Certo, fa la differenza il fatto che gli esecutori siano un duo d’eccellenza e che diano vita a dei veri dialoghi fra voce e pianoforte, che trasmettono con immediatezza i messaggi contenuti nei testi delle canzoni. La Windsor ha dato prova di una vocalità raffinatissima e molto duttile, che con il tocco elegante e attento di Amoroso hanno creato dei momenti a volte intensi, a volte lievi e anche divertenti. Un solluchero. Il programma ha offerto una panoramica di stili che risentono di influssi a volte europei, altre sono intrisi di linguaggio operistico, a volte di musica locale americana, a volte tendono addirittura al pop, ma hanno sempre una scrittura non banale, come, ad esempio, nel brano The mono and his cat in cui il testo che parla del gatto trova corrispondenza nella scrittura pianistica. Oltre a queste songs ideate per salotto ci sono stati brani tratti da musical (Gershwin e Bernstein) e i divertenti Minicabs di William Bolcom, ovvero mini cabaret songs (invero molto mini nella durata!). La Windsor e Amoroso hanno  anche offerto al pubblico una prima assoluta del brano di Scott Wheeler I will always be on your side su testo di Jack Larson, brano che avrebbe dovuto essere cantato dall’attore Marc Tissot ma che non lo era mai stato. Un programma intelligente, frutto di una attenta ricerca, che la Windsor conduce da anni e che ha trovato un partner adeguato in Amoroso, anch’egli raffinato musicologo oltre che musicista. Insomma un concerto che meriterebbe ripetere e che in parte, per fortuna, è possibile riascoltare nel CD Songs of love from the American Songbookche i due protagonisti hanno inciso per DaVinci Classics.

Donatella Righini
(16 giugno 2022)

La locandina

SopranoLorna Windsor
PianoforteGian Francesco Amoroso
Programma:
Musiche di:
Ned Rorem, Samuel Barber, George Crumb, Virgil Thomson, John Musto, Scott Wheeler, Ellen Mandel, Jake Heggie, Leonard Bernstein, William Bolcon, George Gershwin

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