Milano: medaglia d‘oro all’Olimpiade

Per le imminenti Olimpiadi invernali di Milano e Cortina LaFil e il Teatro Studio Melato hanno proposto una serata a tema, scegliendo di rappresentare l’Olimpiade di Vivaldi in forma di concerto: un’olimpiade al quadrato, con qualche taglio per contenere l’esecuzione entro ragionevoli limiti di tempo, e che ha riscosso un buon successo di pubblico e ha riempito fino all’ultima seggiolina di balconata il teatro.

Federico Maria Sardelli, calze rosse d’ordinanza, è sul podio dell’orchestra LaFil Filarmonica di Milano e conquista il podio olimpico con una performance scattante. Tra i professori d’orchestra la medaglia d’oro va ai corni e alla robusta sezione dei bassi: i primi politissimi, intonati e precisi, la seconda muscolare ma con garbo, tutta controllo e potenza. Argento per il resto dell’orchestra: di un lucore smaltato e repentina nel cambiare umori, colori, passo, in pieno accordo col bel gesto del direttore. Sardelli riesce a imprimere mille sfumature d’affetti in ogni frase, ricercando e ottenendo una piacevolezza d’ascolto che rende gustosa ogni variazione. Dinamiche preziose e gran cura dei recitativi tengono l’esecuzione lontana dalla vuota retorica.

Tra le voci femminili primeggia il mezzosoprano Bar Shakèd, nel ruolo di Megacle. Dizione chiara, bel fraseggio, gradevolmente patinato d’antico, intensità drammatica, si mescolano con elegante proporzione e le consentono di venire a capo delle arie tra le più belle dell’opera: “Se cerca, se dice” e “Lo seguitai felice”, arricchite da variazioni di ottimo gusto e sorrette da un timbro luminoso.

Candida Guida è un’Aristea dal carattere forte, dall’interpretazione scolpita, che quasi fa dimenticare che l’esecuzione è in forma di concerto e non scenica, sottolineando col trasporto fisico gli accenti vocali, ben posizionati, e valendosi di una vocalità ampia e vellutata. Soprattutto nei concitati e serratissimi dialoghi tra Aristea e Megacle si assiste all’ottima intesa tra le due interpreti.

Valeria La Grotta, soprano, interpreta Aminta, Chiara Brunello, contralto, Argene, entrambe con buona padronanza tecnica. La Brunello ha dalla sua un naturale velluto, che inguanta il proverbiale acciaio, e cioè la solidità della preparazione, ciò le consente di esibirsi con pari abilità nelle pose pastorali della sua prima aria e nelle agilità del “Più non si trovano”.

Alessandro Ravasio, nel ruolo di Clistene, e Mauro Borgioni, come Alcandro, sfoderano entrambi vocalità possenti. Ravasio affronta “Del destin non vi lagnate” con accenti imperiosi, che piega a paterna tenerezza nel finale del primo atto e infine nuovamente stempera in pathos nell’agnizione del figlio.

Borgioni si vale di un fraseggio prezioso e dell’ottima presenza attoriale (nei già ricordati limiti dell’esecuzione in forma non scenica) per connotare con precisione il suo personaggio.

Il ruolo primario di Licida è affidato a Iva Táborská, che adotta in pieno il motto attribuito a De Coubertin, per cui l’importante è partecipare, con esiti purtroppo non brillanti.

Il pubblico resta attento e silenzioso, più che ad una normale recita, per tutta la serata, e al riaccendersi delle luci prorompe in un ampio e unanime applauso. Tanti si attardano in sala, sfuggendo ai cortesi inviti ad uscire delle solerti maschere, per porgere personalmente complimenti e omaggi agli artisti.

Giovanni Camozzi
(8 gennaio 2026)

La locandina

Direttore Federico Maria Sardelli
Personaggi e interpreti:
Aminta Valeria La Grotta
Megacle Shakèd Bar
Argene Chiara Brunello
Licida Iva Táborská
Aristea Candida Guida
Clistene Alessandro Ravasio
Alcandro Mauro Borgioni
LaFil Filarmonica di Milano

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.